Il Godot Art Bistrot entra nelle scuole con «21 donne all’Assemblea»

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Il Godot Art Bistrot entra nelle scuole

con Grazia Gotti e le «21 donne all’Assemblea».

 Dal 20 al 22 novembre, la scrittrice in città per presentare il suo ultimo libro

 

AVELLINO. Il Godot Art Bistrot entra nelle scuole con Grazia Gotti, scrittrice, educatrice e docente, ma soprattutto libraia e cofondatrice della più importante libreria per ragazzi d’Italia, la «Giannino Stoppani» di Bologna. L’iniziativa – nata da un’idea di Tonino Petrozziello, storico libraio avellinese – prevede 6 incontri, dalunedì 20 a mercoledì 22 novembre, in altrettanti istituti superiori della città e una serata nel Bistrot di via Mazas per discutere attorno al testo «21 donne all’Assemblea» (2016, Bompiani).

Il programma. Lunedì Grazia Gotti incontra gli studenti del Liceo statale «Imbriani» (alle ore 9.15) e quelli del Liceo classico «Virgilio Marone» (alle 11.30). Martedì, prima al Liceo classico «Colletta» (9.30), poi all’Istituto alberghiero «Rossi Doria» (11.30) e in serata (20.00) al Godot Art Bistrot insieme a Bianca Maria Paladino eErika Picariello, segretaria provinciale Cgil Flc. Mercoledì, presso la Biblioteca provinciale (9.30) con gli studenti del Liceo scientifico «Mancini» e infine (11.30) all’Istituto tecnico «Amabile».

Il libro. Le donne italiane votarono per la prima volta nel 1946. Votarono in tanti paesi e città per ripristinare i consigli comunali. Poi, nello stesso anno, votarono di nuovo per eleggere i rappresentanti del popolo all’Assemblea costituente. Fra questi rappresentanti le donne erano ventuno: nove comuniste, nove democristiane, due socialiste, una per il Movimento dell’Uomo Qualunque. Erano molto diverse fra loro – per età, ceto, esperienza – eppure, in quel periodo definito “uno stato di grazia”, riuscirono a lavorare insieme. Alcune parteciparono al dibattito che partorì la Carta costituzionale. Chi erano queste donne? Il racconto le richiama in scena e le avvicina al nostro presente, suscitando domande e riflessioni sulla politica e sulle trasformazioni della società in cui viviamo. Un racconto che è anche un invito alla partecipazione attiva alla vita pubblica, a partire dalla cultura e dai libri, coprotagonisti di queste pagine.

L’autrice. Grazia Gotti da trent’anni legge libri per bambini e ragazzi. Racconta: «Mi ha portato su questa strada il magistero del professor Antonio Faeti ai tempi dell’Università. La mia vita è cambiata, si è come popolata di tanti amici. I libri per ragazzi mi hanno tenuto compagnia, quelli di un tempo, i classici, e mi confortano molti di quelli contemporanei. Non tutti mi piacciono, ma mediamente trovo più soddisfazione fra le pagine della letteratura per ragazzi che in quella per gli adulti. Avere una libreria, per chi ha contratto il vizio di leggere, è una vera pacchia. Hai tutto lì a portata di mano, puoi prendere un libro la sera e riportarlo in libreria il mattino. Devi solo fare attenzione a non aprire troppo le pagine e a non posare sulla copertina il calice di vino rosso o la tazza del thè. Ho avuto la fortuna di appassionarmi al genere e di vivere a Bologna, davvero la capitale mondiale del libro per ragazzi, con la sua importantissima Fiera, incontro mondiale di editori, autori, illustratori, critici. Da dieci anni, con le mie compagne amiche, insegno Storia della letteratura per l’Infanzia all’Accademia Drosselmeier, una scuola che abbiamo fondato allo scopo di trasmettere i contenuti del nostro lavoro. Mi piace molto, sono in compagnia dei giovani che cercano di trovare la loro strada. Io cerco, come posso, di aiutarli».

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