Nocciole: prezzi in aumento grazie all’intervento del governo turco e dei primi dati di raccolto 2016 molto al di sotto delle aspettative

Nocciole: prezzi in aumento grazie all’intervento del governo turco e dei primi dati di raccolto 2016 molto al di sotto delle aspettative

Con l’inizio del mese di maggio sono stati diramati i dati di vendita delle nocciole turche al 31 marzo 2016 e i dati delle esportazioni al 30 aprile 2016. I dati delle esportazioni, per fatti fiscali e doganali, sono sempre aggiornati di un mese rispetto ai dati totali che comprendono anche il consumo sul mercato domestico.

In tabella A iniziamo con il riportare i dati di vendita al 31.03.2016 (prodotto in guscio)

MeseDato mensile (ton)Dato progressivo (ton)Raccolto stimato anno stagione 2015 (ton)
agosto37.25237.252683.370
settembre127.835165.087683.370
ottobre85.623250.709683.370
novembre72.239322.948683.370
dicembre52.047374.996683.370
gennaio30.274405.270683.370
febbraio36.589441.859683.370
Marzo34.124475.983683.370

Come si può vedere a fine marzo sono stati vendute circa 476 mila tonnellate di prodotto in guscio. Considerando che siamo a 8 mesi di mercato, e analizzando anche il valore delle esportazioni di aprile pari a 16 mila tonnellate di prodotto sgusciato (che fa presumere un valore in guscio totale di circa 30.000 tonnellate), possiamo dire che da qui a fine annata ci saranno ulteriori vendite per circa 120 mila tonnellate, arrivando quindi a chiudere la stagione con 600 mila tonnellate vendute e con un avanzo quindi di circa 80-100 mila tonnellate che ci porteremo nella nuova stagione.

I valori di quest’anno hanno evidentemente risentito negativamente del fatto che i consumi, complici i prezzi alti, si siano spostati verso altre tipologie di frutta secca a meno di quei consumi in cui è stato ed è imprescindibile l’utilizzo delle nocciole.

Fatte le premesse di cui sopra, vediamo quindi quali sono le prospettive per i prezzi nel prossimo futuro. A tale scopo riportiamo un articolo pubblicato sul sito www.nocciolare.it dal gruppo Oltan, società turca di proprietà della Ferrero, poiché dal commento di questo articolo comprendiamo il tentativo della Ferrero di stravolgere la situazione attuale e ci fornisce anche una base su cui impostare i ragionamenti, a nostro dire, corretti.

Una nuova perturbazione si abbatte sul mercato delle nocciole: la TMO (l’agenzia sussidiaria del Ministero dell’agricoltura turco, responsabile dell’acquisto delle nocciole dal 2008) indica ai produttori che interverrà nuovamente se i prezzi non saranno soddisfacenti. Al momento si tratta solo di “rumori”, divulgati in maniera non ufficiale e non confermati né smentiti da Ankara. Sembrerebbe quindi che Ankara si stia riservando la possibilità di intervenire o meno ad agosto, a seconda del mercato e della situazione sociale.

Il fatto è che, considerando che non si sono verificate gelate e che il riporto del raccolto 2015 è consistente, ci saranno nocciole in eccedenza: da 130 a 150 mila di riporto più le 6-700 mila del raccolto 2016, ovvero almeno 750 mila tonnellate disponibili, tante quante nell’agosto 2015. Senza considerare che nel frattempo l’industria ha ricostituito le proprie scorte e che il consumo non ha mai più raggiunto i livelli che aveva prima della gelata del 2014. In effetti le esportazioni durante il 4° trimestre sono state superiori a quelle dell’anno scorso, proprio per la ricostituzione degli stock, ma da inizio anno ad oggi non sono più alte, nonostante i prezzi esorbitanti della scorsa stagione. Attualmente siamo a 184 734 tonnellate contro le 161 987. Anche senza i rumori relativi all’intervento i prezzi sarebbero dovuti scendere ulteriormente.

COMMENTO: innanzitutto il riporto dell’annata 2015, per le motivazioni già riportate, sarà al massimo di 100 mila tonnellate ma la cosa più eclatante è il dato di produzione riferito all’anno 2016. Perché la Ferrero non dice che la gelata di marzo 2016 (addirittura ne nega l’esistenza !!) ha prodotto danni che vanno dal 20% alle altitudini tra i 500 e i 700 metri e fino all’80% alle altitudini superiori ai 700 metri come dichiarato dall’Unione delle Camere dell’Agricoltura (TZOB)? Perché la Ferrero omette che anche la fioritura è stata scarsa e che anche le ultime valutazioni di maggio, in cui si sperava in una nuova fioritura, stanno mostrando che il 2016 è un anno al di sotto delle aspettative con una prospettiva di almeno un 30% di raccolto in meno rispetto al valore standard di 700 mila tonnellate? Perché la Ferrero non dice che le previsioni della produzione Italiana per il 2016 sono di 60.000 tonnellate rispetto alle 120.000 del 2015 e che le previsioni 2016 della produzione in Giorgia sono di 10.000 tonnellate rispetto alle 60.000 del 2015? Perché quindi la Ferrero omette queste informazioni?

La Ferrero omette queste informazioni poiché avrebbe dovuto dire: il riporto dell’annata 2015 sarà di circa 100 mila tonnellate per il mercato Turco e di un 20% per il mercato Italiano (circa 20 mila tonnellate). Se tiriamo le somme e aggreghiamo tutti le previsioni di raccolto 2016 avremo: 500 mila tonnellate in Turchia a cui vanno aggiunte 60 mila tonnellate prodotte in Italia e 10 mila tonnellate prodotte in Giorgia. Il totale 2016 sarebbe quindi di circa 570 mila tonnellate più il riporto 2015 che ammonta a 100 mila tonnellate Turche e 20.000 tonnellate italiane per un totale di 690 mila tonnellate.

Per capire l’entità di questo valore lo confrontiamo con la disponibilità di prodotto all’inizio dell’annata 2015 che era di 680 mila tonnellate turche a cui aggiungere le 120 mila tonnellate italiane e 60 mila tonnellate giorgiane per un totale di 860 mila tonnellate prodotte.

Questo valore è di ben 170 mila tonnellate superiore alla previsione 2016 che, seppur scontato delle 120 mila tonnellate di riporto della stagione in corso, confermano che il prossimo anno ci sarà una carenza di prodotto di almeno 50 mila tonnellate pur ammettendo che la TMO rimetta sul mercato le 100 mila tonnellate di avanzo della campagna 2015 che nel frattempo avrà ritirato.

A questa conclusione, seppur tra i tentativi della Ferrero di stravolgere la realtà, è giunto autonomamente il mercato che da ieri si è rimesso in marcia alla ricerca disperata di raccogliere le ultime scorte di prodotto ancora disponibili della stagione attuale, facendo lievitare sensibilmente i prezzi in aumento.

La logica vorrebbe che il governo non agisse se non in caso di crollo dei prezzi, istituendo un prezzo base, piuttosto che cercare di sostenere il mercato… ma in politica tutto è lecito, soprattutto considerando che probabilmente non è ancora stata presa nessuna vera decisione. Inoltre non dobbiamo sottovalutare la forza della pressione di 2 milioni di produttori.

COMMENTO: In realtà nei giorni tra la pubblicazione di questo articolo della Ferrero (2 maggio) ed oggi, c’è stata la conferma che la TMO (agenzia governativa turca) ha dato il mandato di ritirare il prodotto dal mercato in modo da far aumentare i prezzi e stabilizzarli nel tempo.

Capiamo che alla Ferrero faccia male questa decisione ma è pur vero che è la conseguenza della sua stessa politica commerciale che, da monopolista di mercato quale è, gli ha permesso di dettare fino ad oggi i prezzi del mercato. In realtà questa condizione gli ha portato giovamento poiché gli ha permesso di comprare prodotto al prezzo incredibilmente basso di circa 6 euro al p.r.

Purtroppo solo i produttori che hanno saputo mantenere il loro prodotto beneficeranno del nuovo contesto che ci apprestiamo a vivere da qui fino all’intera prossima stagione.  

A breve termine i produttori offrono il minimo, sperando di poter vendere in ultima istanza allo Stato a un prezzo migliore. Ma gli utilizzatori, rassicurati dalla grossa disponibilità di prodotto e in generale ben coperti, non contano di comprare al prezzo attuale, del 5-8% superiore rispetto al valore più basso di metà aprile… e il mercato è inerte.

A fine mese appariranno i frutticini e sarà possibile cominciare ad avere indicazioni sul prossimo raccolto.

COMMENTO: Questa ultima affermazione, ad oggi, sa di beffa, abbiamo già detto che le rilevazioni in campo stanno portando risultati pessimi.

L’unica nota dolente è che anche in Campania le condizioni climatiche di fine aprile hanno prodotto danni ingenti e, ad oggi, solo una parte del territorio del mandamento baianese e del vallo di lauro, sembrerebbe avere una produzione su livelli accettabili.

E’ evidente quindi che, con le attuali condizioni al contorno, solamente degli SPROVVEDUTI E DEI PAZZI possono pensare di vendere il loro prodotto nel contesto attuale e questo lo sanno bene alcuni intermediari (sansari) lungimiranti che, sulla base di analisi analitiche di mercato, hanno già da qualche settimana iniziato a rastrellare il prodotto sul mercato offrendo prezzi un po’ più alti dei loro colleghi per farne scorta da rivendere in un prossimo futuro in cui sanno che i prezzi saranno decisamente più alti.

Prima di rimandarvi ad un prossimo aggiornamento consentiteci di concludere con due battute rivolte alla cara Ferrero.

La prima riguarda i dati del suo bilancio 2015 appena pubblicati: la Ferrero, lo scorso anno, seppur con un utile netto di 500 milioni di euro, ha avuto un aumento del costo delle materie prime pari a circa 800 milioni di euro. La fetta più consistente è stata determinata dai prezzi alti delle nocciole. Da qui la necessità di mantenere a tutti i costi il prezzo delle nocciole basso anche attraverso la manipolazione dell’intero mondo dei media.

Provate ad andare sul sito https://www.agra-net.com/agra/public-ledger/search-results/?simpleSearchQuery=hazelnut e vi accorgerete che fino a metà aprile c’erano articoli che, quotidianamente, parlavano del calo dei prezzi delle nocciole. Poi, di lì in poi, un lungo silenzio durato 15 giorni dovuto alla paura di dover ammettere di aver scritto delle grosse baggianate negli articoli precedenti.

Secondo voi è un caso il silenzio nel periodo di ripresa dei prezzi? Eppure stiamo parlando di un autorevole sito di informazione mondiale!!!

La seconda battuta invece è un invito che rivolgiamo alla Ferrero di presentarsi domenica prossima al mercato di Nola e di non fare l’assenteista come nelle ultime puntate, lo sappiamo che è difficile metterci la faccia quando le cose non vanno come si vorrebbe ma non si può nemmeno pensare che il mondo giri sempre a proprio favore. (Pasquale Ercolino)