BANDI. Contributi a fondo perduto per i giovani agricoltori, ecco come fare.

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Area Geografica: Campania

Scadenza: BANDO APERTO | Scadenza il 28/02/2018

Beneficiari: Micro Impresa, PMI, Persona fisica

Settore: Agricoltura

Spese finanziate: Attrezzature e macchinari, Avvio attività, Opere edili e impianti, Innovazione Ricerca e Sviluppo, Risparmio energetico/Fonti rinnovabili, Consulenze/Servizi

Agevolazione: Contributo a fondo perduto

Dotazione Finanziaria: € 140.000.000

Descrizione del bando

L’operazione replica quanto previsto per la tipologia di intervento 4.1.1 destinando il sostegno solo a giovani agricoltori che si siano insediati ai sensi della tipologia di intervento 6.1.1. ed abbiano beneficiato del relativo premio

allo scopo di consentire la realizzazione di progetti tecnicamente ed economicamente significativi.

Sono finanziati gli investimenti aziendali (produttivi ed improduttivi) che:

  • migliorano le performance economiche del comparto agricolo;
  • favoriscono una migliore organizzazione delle filiere agroalimentari;
  • migliorano e valorizzano le qualità delle produzioni agricole alimentari;
  • favoriscono una più efficiente gestione energetica;
  • contribuiscono a migliorare il contributo delle attività agricole al bilancio energetico regionale.

Soggetti beneficiari

Giovani agricoltori, singoli o associati, di età non superiore ai 40 anni (41 anni non ancora compiuti) al momento della presentazione della domanda, che possiedono adeguate qualifiche e competenze professionali e che si sono insediati in una azienda agricola in qualità di capo dell’azienda ed hanno ricevuto il premio di cui alla tipologia di intervento 6.1.1.

I giovani agricoltori interessati potranno, anche contemporaneamente, presentare domanda di sostegno a valere sulla tipologia di intervento 6.1.1. e 4.1.2. In tal caso, le procedure terranno conto degli esiti della valutazione delle richieste di premio per accertare i requisiti di accesso alla presente tipologia

Tipologia di spese ammissibili

Sono ammissibili al sostegno esclusivamente le seguenti voci di spesa:

  1. costruzioni/ristrutturazioni di immobili produttivi (strutture di allevamento, opifici, locali per la vendita diretta, serre e depositi) con esclusione di quelli per uso abitativo;
  2. acquisto di macchinari ed attrezzature per la realizzazione delle produzioni aziendali e la loro prima lavorazione e trasformazione;
  3. miglioramenti fondiari per:
  4. la realizzazione/razionalizzazione di impianti di fruttiferi;
  5. la realizzazione degli elementi strutturali per la gestione dei pascoli aziendali;
  6. la sistemazione dei terreni aziendali allo scopo di evitare i ristagni idrici e l’erosione del suolo; d. la realizzazione di strade poderali (totalmente comprese nei limiti dell’azienda) e spazi per la manovra dei mezzi agricoli; e. recinzioni;
  7. realizzazioni di impianti anticracking, impianti di ombreggiamento per la tutela delle caratteriste merceologiche ed organolettiche delle produzioni vegetali;
  8. impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili dimensionati esclusivamente in riferimento alle esigenze energetiche aziendali e comunque di potenza inferiore ad 1MW;
  9. acquisto di programmi informatici e di brevetti/licenze strettamente connessi agli investimenti di cui sopra.

Sono, inoltre, ammesse spese generali alle condizioni e nei limiti precisati nelle Disposizioni Attuative Generali per le Misure non connesse alla superficie e/o agli animali.

Per gli investimenti in nuove serre e/o in nuovi impianti tecnologici, qualora essi comportino un aggravio del fabbisogno energetico aziendale, l’energia occorrente al loro funzionamento deve essere autoprodotta dall’azienda richiedente. Gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili devono rispettare i criteri minimi di efficienza previsti dalla normativa vigente in materia ed inoltre:

– risultare sufficienti a soddisfare le sole esigenze energetiche aziendali;

– non devono utilizzare biomassa da produzioni agricole a tanto dedicate;

– non devono utilizzare biomassa classificabile come rifiuto ai sensi della normativa ambientale vigente;

– non devono comportare occupazione di suolo agricolo.

L’energia termica cogenerata deve presentare una quota minima di utilizzo (autoconsumo, vendita, cessione a titolo gratuito) pari al 50%.

Gli investimenti che prevedono costruzioni e/o ristrutturazioni di immobili, compreso le serre, devono prevedere il recupero e il riutilizzo nei cicli produttivi aziendali dell’acqua piovana.

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI e DETTAGLI

dott. Bianco Bevilacqua Francesco

Consulenza Contabile e Fiscale per Imprese, Professionisti e Privati

Consulenza Gestionale e Pianificazione Aziendale

francescobiancobevilacqua@yahoo.it – 380.2825537

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