Violenza sulle donne, durante la pandemia duplicati gli accessi al Centro Antiviolenza Di Donna altirpino

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La direttrice generale dell’Asl Maria Morgante e il presidente del Consorzio dei Servizi Sociali Stefano Farina: “Il Centro è un presidio culturale e di servizi determinante per il territorio” Il Centro Antiviolenza Di Donna di Sant’Angelo dei Lombardi è una preziosa realtà per l’intero ambito sociale del Piano di Zona Altirpino. In coerenza con la strategia adottata dalla Regione Campania il Centro ha sviluppato e consolidato fin dal 2016 un sistema di servizi e interventi stabili su tutto il territorio. Oggi il Centro Di Donna sostiene ed accoglie le vittime di violenza e, fornisce servizi di consulenza legale, psicologica e percorsi di orientamento, oltre che di accompagnamento al lavoro. Se i dati licenziati prima della pandemia avevano registrato 48 accessi tra diretti (tramite pronto soccorso) e indiretti (contatto telefonico con le operatrici), il quadro post pandemico ha visto un raddoppio degli interventi. La criticità relativa alla violenza in ambito familiare sulle donne ha subito un deciso aggravamento. La nuova fotografia che ci viene consegnata dagli operatori del Centro Altirpino impone alla politica e alle istituzioni di incrementare le azioni sui territori e di condizionare le linee guida sulle politiche sociali a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e resilienza così come su altra progettazione. “I dati raccolti sul fenomeno della violenza di genere accendono i riflettori su un disagio che è sempre frutto di ulteriori malesseri: la violenza trae origine non solo da rapporti conflittuali di coppia, ma scaturisce anche da una serie di fattori che incidono molto in certe dinamiche” commenta il presidente del Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A3 di Lioni Stefano Farina. “A partire dalla criticità economica. Alla mancanza di lavoro si sommano i vizi e gli ozi: la ludopatia è una emergenza da non sottovalutare. La pandemia ha esasperato dunque una serie di fattori già latenti”.
Prevenire il fenomeno della violenza di genere viaggia di pari passo con l’obiettivo di mitigare i nuovi conflitti sociali che scaturiranno nei prossimi mesi, dettati dalle conseguenze della pandemia. “E’ necessario pertanto far coincidere gli investimenti europei con una nuova speranza concreta, ed evitare che la fine del Covid possa tradursi in una magra consolazione e l’inizio di una fase decisamente più critica. I Consorzi e il Piano di Zona di Lioni sono un avamposto del disagio sociale e hanno la capacità di prevedere anticipatamente gli andamenti e le trasformazioni del tessuto economico e produttivo. Per questo abbiamo intenzione di prevenire le difficoltà con la consapevolezza che la nostra capacità di interazione non può collimare con le lentezze burocratiche della Regione. Gli interventi di carattere sociale non possono attendere. MI auguro che i tempi per i trasferimenti siano più celeri e che potremmo mettere in campo tutte le azioni previste. A Lioni è già attivo uno sportello per le famiglie per scongiurare e prevenire l’allontanamento dei minori, ma anche per prevenire fenomeni di violenza sulle donne. Sia perché il trasferimento di minori e donne presso strutture è un costo non sempre sostenibile per gli Enti Locali e, sia perché il compito del Consorzio è quello di prevenire certi fenomeni ed evitare di dover intervenire quando è troppo tardi”.
Il fattore tempo è determinante e deve consentire di evitare gli accessi al pronto soccorso e attivare tutti i filtri per mitigare l’esasperazione di disagi che oggi possono essere presi in carico da operatori e professionalità. “In maniera complementare alle azioni del Consorzio, tutti gli anelli della società devono collaborare per tamponare l’emergenza sociale che arriverà a pioggia nei prossimi mesi. Oltre alla normale attività condotta dagli operatori del Consorzio su minori, anziani, disabili e autismo, bisogna farsi carico della straordinarietà del momento per affrontare le emergenze acuite dalla pandemia, aprendo una maggiore flessibilità e una collaborazione istituzionale a maglie strette.
La stessa direttrice generale dell’Asl di Avellino Maria Morgante affianca a supporta le attività del centro, riconosciuto come presidio sociale e culturale di primo piano per tutto il comprensorio. “Il percorso rosa attivo presso il P.O. di Sant’Angelo dei Lombardi dal 2016 mira a offrire sostegno a tutte le donne vittime di violenza che ricorrono alla cure mediche presso la struttura ospedaliera. Per loro è previsto un percorso dedicato al fine di offrire sostegno sia fisico che psicologico. Le donne devono sapere che non sono sole ma al loro fianco troveranno l’aiuto del personale sanitario, addestrato alla prima accoglienza, e delle altre istituzioni coinvolte nella rete assistenziale per sostenerle nel difficile percorso che decidono di intraprendere. L’appello è di denunciare sempre ogni forma di abuso e violenza sia fisica che psicologica”.Violenza sulle donne, durante la pandemia duplicati gli accessi al Centro Antiviolenza Di Donna altirpino

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