IL BRAVISSIMO DON GIUSEPPE LATERZA LASCIA Benevento, SARÀ AMMINISTRATORE PARROCCHIALE PRESSO LA FRAZIONE PANDOLA DI MERCATO SAN SEVERINO

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Caro Direttore, questa mia accorata lettera è dedicata al mio caro amico e bravissimo sacerdote Don Giuseppe Laterza che, dopo tre anni di apostolato cattolico, autentico, vero e tradizionale, lascia la città di Benevento e la parrocchia di Sant’Anna per prendere possesso come Amministratore Parrocchiale della parrocchia dei Santi Fortunato e Magno in Sant’Anna presso la frazione Pandola di Mercato San Severino in provincia di Salerno. Sono stati tre anni intensi, in cui don Giuseppe con la sua proverbiale autenticità e il suo genuino e autentico modo di fare e soprattutto con la sua spiccata umanità e la sua grande fede ha avvicinato tanti fedeli alla Messa tradizionale, nonostante le eccessive e ingiuste restrizioni dell’autorità vescovile, in violazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, come si puo’ desumere da questo articolo http://www.beneventogiornale.com/2019/09/09/ci-scrive-il-dott-gianluca-martone-a-benevento-e-scomparsa-la-messa-tridentina/ ,  che lo hanno costretto a celebrare la santa Messa, il Santo Sacrificio dell’Altare nella cappella privata, a porte chiuse, o addirittura anche senza fedeli,  come ai tempi delle persecuzioni sotto Nerone e Diocleziano ( mancavano soltanto i leoni). Cosa dire? Ho tanti ricordi di questi tre anni intensi, e desidero racchiuderli in 5 episodi, che portero’ nel cuore tutta la vita, conservando un bellissimo ricordo di questo autentico uomo di Dio, che ha saputo coniugare una grande semplicità e spiritualità con una profonda umanità, come quando la sera del 17 febbraio 2020 è venuto presso la casa di cura Santa Rita alle 21.30 a portarmi i Santi Sacramenti, dopo il mio intervento alla spalla sinistra per un ascesso. Gesto che non dimentichero’ mai. Altri episodi che non dimentichero’ mai sono stati: 1) Nell’aprile 2018, non ha esitato a venire a celebrare la Santa Messa presso l’abitazione di una signora gravemente malata di tumore, che ho avuto il privilegio di servire, in un focolare domestico di rara spiritualità e di profonda fede. 2) Il 2 marzo 2019, giorno in cui ho festeggiato i miei 36 anni,   ho avuto il privilegio come tante volte di servire la Santa Messa. Tuttavia, quella Messa fu la prima trasmessa in diretta su facebook e, pertanto, la conservero’ gelosamente, come simbolo di questi tre anni di intenso apostolato tridentino, insieme alla Santa Messa cantata nella Solennità di San Giuseppe del 19 marzo 2019, anch’essa celebrata con diretta facebook. 3) Durante il lockdown, è stato uno dei pochissimi sacerdoti a non abbandonare le sue pecore e a garantirmi i Santi Sacramenti anche in quelle terribili giornate, dimostrando una profonda fede e una spiccata umanità, che andava ben al di là dell’obbedienza all’autorità, che ci ha fatto passare la Pasqua piu’ amara e triste della storia bimillenaria della Santa Chiesa Cattolica con le chiese chiuse e i fedeli agli arresti domiciliari. 4) Servire la Santa Messa anche in condizioni difficili, come nella cappella privata della sua Congregazione, dove non vi era neanche la possibilità di sedersi, soprattutto la domenica, o a porte chiuse alla Chiesa di Sant’Anna, mi ha fatto conoscere non solo l’umiltà di questo bravissimo sacerdote pugliese, ma anche la profonda fede e l’amore per la Santa Messa. 5) In un momento recente di grande sofferenza per una vicenda personale che mi ha toccato profondamente e che ha visto coinvolto anche un sacerdote, il quale ha tradito la mia fiducia, Don Giuseppe mi disse: “Gianluca, escitene da “signore” da questa vicenda e fai fare a Dio la Giustizia che desideri”. Parole che all’inizio non accettai piacevolmente, ma poi riflettendo capi’ che il Signore mi aveva parlato attraverso quel bravo sacerdote. L’unico grande rammarico è che la città di Benevento, addormentata e indifferente, non ha compreso il valore di questo autentico sacerdote e, soprattutto, sia l’autorità vescovile che i membri della sua congregazione che diversi esponenti della parrocchia, invece di sostenerlo nell’opera lodevole di apostolato, lo hanno ostacolato in ogni modo, abusando spesso anche del loro potere e non rispettando il Motu Proprio promulgato da Benedetto XVI nel 2007, che aveva nuovamente reso pubblica la celebrazione della Messa Tridentina, fin dalla pubblicazione di un articolo pubblicato nel mese di dicembre 2017,due mesi dopo il suo arrivo a Benevento, nel quale furono scritte da un giornalista del Mattino bugie e menzogne ideologiche, che hanno reso difficile il cammino di Don Giuseppe a Benevento, non capendo che solo il ritorno alla Tradizione e alla vera Chiesa cattolica potrà salvare molte anime dalla dannazione eterna, facendo loro recuperare la Speranza in Cristo Via, Verità e Vita.  Tuttavia, il bravo don Giuseppe ha tenuto duro, ha resistito, ha lottato, spesso da solo contro tutti e sostenuto solo da pochissimi fedelissimi, tra cui il sottoscritto, e ha comunque lasciato il suo segno indelebile nel capoluogo sannita presso tutti coloro che lo hanno amato e apprezzato e che domani sera parteciperanno alla Santa Messa cantata di addio in rito romano antico alle 18 presso la chiesa di Sant’Anna. Concludo con le parole di Nostro Signore Gesu’ Cristo,  sempre attuali e che si rifanno all’esperienza vissuta e che vivrà don Giuseppe nel salernitano, dove mi auguro sarà amato e apprezzato molto di piu’ di quanto è successo a Benevento:       1  Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.  2  Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.  3 Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;  4  non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.  5  In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.  6  Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.  7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.  8  Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,  9  curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.  10  Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite:  11 Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino.  12  Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città. 13  Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, già da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.  14  Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. 15  E tu, Cafarnao, sarai innalzata fino al cielo?Fino agli inferi sarai precipitata! 16  Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato». 17  I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».  18  Egli disse: «Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore.  19  Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. 20  Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Cordiali saluti Gianluca Martone

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