AIUTI PSR PER LA MONTAGNA, COLDIRETTI: RITARDI BUROCRATICI NON RICADANO SUGLI AGRICOLTORI

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Oltre il danno della burocrazia lenta, la beffa della bocciatura degli aiuti. È quanto stanno vivendo gli agricoltori delle aree montane della Campania, in particolare in provincia di Caserta.  A sollevare il caso è Coldiretti Campania a seguito dell’invio di decreti di inammissibilità di istanze presentate sulla misura 2.1.1. “Indennità a favore degli agricoltori delle zone montane” del PSR 14/20, che l’unità locale casertana sta inviando ai produttori agricoli che operano nelle aree dedite alle pratiche locali tradizionali (PLT).

“La vicenda – spiega Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – è davvero singolare e inaccettabile. A causa di un ritardo della Regione Campania nell’invio al sistema informatico nazionale (SIAN) dei dati cartografici che qualificano le superfici rientranti nelle pratiche locali tradizionali, peraltro note da decenni, gli agricoltori stanno ricevendo decreti di rigetto dell’istanza di sostegno. Per la verità questo sta avvenendo solo nel casertano, mentre nelle altre province si attendono gli esiti di una revisione che Agea sta effettuando sul campo, convocando le aziende e verificando la destinazione delle superfici a partire dalle domande del 2015. Coldiretti ha rappresentato ad Agea a livello nazionale la gravità del problema, che comporterebbe una ingiusta esclusione per agricoltori che tengono vive pratiche agricole dal grande valore ambientale. Se quegli agricoltori di montagna smettono di presidiare le aree boschive, si moltiplicheranno i rischi di incendio e di dissesto idrogeologico. Proprio di recente ad un seminario dell’Arma dei Carabinieri a Napoli è stata evidenziata l’importanza della manutenzione boschiva come elemento di prevenzione degli incendi, riconoscendo il ruolo inestimabile di sentinelle ambientali di chi vive la montagna. Pertanto chiediamo alla Regione di revocare gli ingiusti decreti di inammissibilità su Caserta e di riallineare il prima possibile i dati per consentire di salvare le pratiche locali tradizionali. L’ufficio legale di Coldiretti Campania, tramite gli avvocati Teodolinda Stocchetti e Serena Cianciullo, sta già formalizzando richieste in tal senso”.

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