Amici animali. Chicco, ucciso come Snoopy. “Spari contro i cani: è emergenza”

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Assurdi casi di violenza contro gli animali. Colpi di carabina per strada. Pericolo anche per le persone

Un atto di insensata violenza ha spezzato la vita di un cagnolino che stava tranquillamento passeggiando per la strada. Chicco, questo il nome del piccolo animale, è stato ucciso nei giorni scorsi con un colpo di carabina ad aria compressa. Proprio come è successo a Snoopy, anche lui ammazzato con un colpo di carabina il 4 agosto del 2015.

Il caso di Chicco è accaduto ad Assisi (proprio la città di San Francesco che amava tanto gli animali…), quello di Snoopy a Livorno. Due casi simili ai tanti (troppi) che purtroppo ancora accadono in ogni parte d’Italia e del mondo. Episodi che indignano, che fanno scattare sentimenti di rabbia, di dolore, di impotenza.L’uomo che ha sparato a Chicco – tra l’altro in una zona residenziale, con il pericolo che il colpo di carabina potesse colpire un bambino o una persona – è stato subito individuato (così come fu individuato e processato colui che sparò a Snoopy) dai carabinieri. Secondo la ricostruzione dei militari l’uomo ha volontariamente sparato al cane. Adesso tutti, in primis i proprietari di Chicco che sono rimasti ovviamente sconvolti per quello che è accaduto, aspettiamo giustizia. Le associazioni animaliste dopo questo episodio fanno sentire la loro voce.

“A nome dell’Ente Nazionale Protezione Animali esprimo il mio più profondo cordoglio ai proprietari di Chicco che hanno visto morire il loro amico per il gesto criminale di un individuo inqualificabile. E’ nostra ferma intenzione – ci ha detto lapresidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi – lo dico già da ora, agire in giudizio contro questo personaggio. Del resto, l’uccisione di Chicco, freddato per strada da un colpo di carabina ad aria compressa, così come quella del povero Snoopy, avvenuta in circostanza molto simili quattro anni fa a Livorno, sono la prova di una preoccupante recrudescenza dei reati contro gli animali”.

“Siamo di fronte – ha sottolineato Rocchi – a una vera emergenza, anche sociale.Perché, e questo la criminologia lo ha dimostrato da tempo, chi maltratta o uccide un essere vivente tende a replicare tali comportamenti anche sulle persone. In particolare sulle categorie più deboli, donne e bambini. Dunque dobbiamo abituarci a pensare ai delitti contro gli animali come indicatori di pericolosità sociale. Proprio quella di cui, a nostro avviso, ha dato prova il carnefice del povero Chicco”.

Piera Rosati, presidente Lndc (Lega Nazionale per la Difesa del Cane) ha detto: “Chicco come Snoopy, come Angelo e come tanti altri, sono vittime di una crudeltà che non trova purtroppo la giusta risposta da parte delle istituzioni. Troppo spesso, infatti, la magistratura sottovaluta queste uccisioni che rappresentano tra l’altro un campanello d’allarme per tutta la società. Questi individui infatti sono un pericolo non solo per gli animali e devono essere fermati prima che sia troppo tardi. Non ci stancheremo mai di chiedere una modifica del Codice Penale e l’introduzione di pene più severe per i reati contro gli animali”.

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