ANISAP Emilia Romagna, riapertura attività ambulatoriali in appoggio al Servizio Sanitario Regionale

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  • Federica Guerriero

I nostri centri ambulatoriali e i laboratori sono pronti a ripartire, non appena otterremo il nulla osta della Regione, che abbiamo già provveduto a richiedere” afferma Massimo Carpigiani, Presidente di ANISAP Emilia Romagna, sindacato di categoria degli Istituti Sanitari Ambulatoriali Privati, che rappresenta una settantina di Centri su tutto il territorio regionale. In questo momento, le attività sono parzialmente sospese, come previsto dalle ordinanze, garantendo unicamente le prestazioni urgenti e indifferibili.

I centri ANISAP accreditati attendono di poter coadiuvare la Sanità Regionale, affinché si garantiscano le prestazioni mediche ai pazienti in lista d’attesa e lo snellimento di quest’ultime.” continua Carpigiani, ribadendo anche “il pieno sostegno dei nostri Laboratori Analisi nell’esecuzione dei Tamponi COVID-19 ed esami sierologici, qualora essi dovessero essere estesi a un’ampia fascia della popolazione”.

In questo momento storico crediamo fortemente che la collaborazione tra ASL Regionale e le nostre strutture possa convogliare a una situazione di normalità in tempi più rapidi. Chiaramente la nostra riattivazione seguirà tutti i protocolli di sicurezza anti-contagio che, peraltro, avevamo già messo adeguatamente in campo prima della limitazione delle attività. In questi giorni siamo in contatto con l’Ass.re alla Salute Donini al fine di concordare una data per una graduale e progressiva ripresa delle attività ambulatoriali, necessarie ad assicurare la salute del cittadino” conclude quindi Carpigiani, sicuro che l’appello di ANISAP non rimarrà inascoltato.

E’ dello stesso avviso anche il Prof. Antonio Monti, Past President ANISAP e membro del comitato di presidenza nazionale ANISAP, che ha sottolineato quanto “sia necessaria una ripartenzaovviamente graduale e in condizioni di assoluta sicurezza sia per gli operatori che per i pazienti in modo da poter offrire una risposta adeguata ai cittadini che, da circa un mese, hanno dovuto rinunciare a cure ed esami diagnostici”.

 “Il piano di ripresa che la sanità privata accreditata vorrebbe poter attuare entro fine aprile – ha concluso il Prof. Monti – “intende prendere in carico in primis i pazienti che hanno necessità di effettuare esami diagnostici di primo impatto e cure di riabilitazione non più differibili e improrogabili, per poi far fronte a tutte le ulteriori richieste di attività ambulatoriali”.

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