Apple tra passato e presente. Cosa è cambiato

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di Sebastiano Gaglione

Suprema icona dell’inventiva, dell’immaginazione e dell’innovazione continua, a distanza di un decennio circa dalla sua scomparsa, quello di Steve Jobs è uno di quei nomi che manca più di tutti nell’immaginario collettivo degli appassionati del mondo hi-tech.
La sua è un’azienda nella quale i voli pindarici dell’immaginazione si combinano con straordinarie imprese ingegneristiche all’insegna dell’iconico slogan “Think Different”: la capacità di pensare in modo diverso, peculiarità che ha permesso alla Apple di diventare ciò che è oggi reinventando, tra le tante cose, anche il mercato stesso.
Un mercato che oggi sembra abbia raggiunto un vero e proprio punto di saturazione per quanto concerne la mera innovazione tecnologica (nel senso stretto del termine): in passato, l’azienda di Cupertino era solita reinventare continuamente il mercato con prodotti oggettivamente superlativi, soprattutto se paragonati con il resto della concorrenza. Basti pensare al primo Mac (commercializzato nel 1984), che portò, grazie al suo favoloso design all-in-one ad un inesplorato approccio all’estetismo in questo settore, sfatando l’accezione comune secondo la quale i computer dovevano essere semplicemente macchine funzionali, o al primo iPod (commercializzato nel 2001) con il suo design estremamente piccolo e leggero ma che con la sua capienza di ben 5GB, consentiva di portare con sè, a portata di mano, in una semplice tasca, centinaia di brani. Altro immancabile esempio è il primo iPhone 2g (commercializzato nel 2007 e mai arrivato ufficialmente in Italia) che presentava, con il suo design in alluminio, un display touchscreen di tipo capacitivo, rispetto agli altri smartphone con le loro scocche in plastica e display resistivi e così via con l’iPad, i vari servizi di streaming musicale e non, iCloud ecc.
Rispetto a quella di ieri la Apple di Tim Cook (attuale CEO dell’azienda, designato proprio da Jobs prima della sua scomparsa) è leggermente diversa rispetto alla Apple di Jobs. Non di certo per quanto riguarda la qualità dei prodotti e dei servizi offerti, indiscutibilmente eccelsa, proprio come ci ha abituati da sempre mamma Apple, ma se l’azienda della mela morsicata prima reinventava totalmente il mercato, adesso si limita per lo più ad “inseguirlo”, adattando una nuova tecnologica sui propri prodotti solo una volta che questa sia diventata abbastanza matura. Sia ben chiaro, bisogna dare i giusti meriti anche a Tim Cook, che ha portato la Apple a toccare un valore in borsa di ben 2 mila triliardi di dollari e che, dunque, si è rivelato pienamente all’altezza delle aspettative e degno erede di Steve Jobs alla guida dell’azienda, ma forse il concetto di “Think Different” è mutato nel corso del tempo, lungi dalla mission originale del buon vecchio Steve, un personaggio controverso, dalle mille sfumature, trascinato dai suoi demoni e che ha fatto infuriare e disperare chi gli stava vicino, ma pur sempre un genio: in fondo la sua personalità, le sue passioni ed i suoi prodotti erano, come l’hardware ed il software Apple, tutti strettamente interconnessi, come parte di un sistema integrato.

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