Area nolana. Rifiuti, obiettivo sub-ambito per l’autosufficienza

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Convocato per martedì- 3 settembre, alle ore 18,00 – il Tavolo di concertazione dei sindaci nella sede dell’Agenzia di sviluppo intercomunale, a Camposano, per mettere a punto la strategia d’organizzazione del ciclo integrato di raccolta, smaltimento e ri-uso sul territorio, evitando dipendenze extra-regionali. Una prospettiva di buona amministrazione sul piano sia delle politiche ambientali che delle riduzioni tariffarie per i cittadini. In dirittura d’arrivo l’allestimento dell’impianto di piccola \ media taglia per il compostaggio nella piana di Boscofangone, programmato dalla Regione-Campania, a Marigliano.

di Gianni Amodeo

E’ stata davvero proficua e importante, l’interlocuzione sviluppatasi nell’aula consiliare del palazzo comunale a Comiziano, con l’attiva partecipazione di sindaci e amministratori dell’area nolana; interlocuzione, promossa dal sindaco Severino Nappi, per fare il punto e, al contempo, per indicare linee di condivisa azione strategica per superarle in modo compiuto; criticità innescate da miasmi e maleodoranti esalazioni, provenienti dal ciclo lavorativo dell’impianto di trito-vagliatura dei rifiuti, operante a Paenzano di Tufino; criticità accentuatesi da alcune settimane e che condizionano gravemente l’ ecovivibilità del territorio, penalizzando le comunità cittadine.

Uno stato di sofferenza che rende irrespirabile l’aria, consegnando all’attualità di questi giorni analoghe situazioni di ecovivibilità negata protrattesi per lungo tempo -tra gli anni ’80 e ’90 e in larga parte del primo decennio del secolo- prima per effetto delle due mega-discariche in esercizio nella stessa località, successivamente dismesse e bonificate, cedendo il passo alla realizzazione dell’impianto per la produzione del combustibile derivato dai rifiuti, destinato al termovalorizzatore di Acerra.

Una struttura, che, però, non ha mai funzionato secondo gli scopi di destinazione industriale, essendo stato trasformata in un’anomala maxi discarica – così com’è avvenuto per i restanti sei impianti per il Cdr regionali, generando lo scandalo gestionale, tecnico ed amministrativo, oltre che di aggressione ambientale costituito dai sette milioni di tonnellate di eco balle, confezionate nei Cdr discariche, assolutamente inutilizzabili per la termovalorizzazione che genera energia elettrica, per la cui rimozione non ancora completata sono impegnate risorse economiche pubbliche per centinaia di milioni- finendo per trattare i rifiuti del “tal quale”, permanendo la “differenziazione” su bassi indici in tutta la Campania; “differenziazione“, che, con la trasformazione degli impianti di Cdr in strutture di trito vagliatura e con la messa in funzione il primo marzo del 2009 del termovalorizzatore di Acerra e con i pochi impianti pubblici e privati di compostaggio in esercizio, ora soltanto in media si aggira sulla soglia del 53%. Una soglia decisamente irrisoria.

E sulle cause delle criticità di questi giorni, prospettate nel confronto alcune ipotesi, riconducibili al comune denominatore della pressione a cui è sottoposto lo Stir di Paenzano, a cui affluiscono ingenti quantitativi di materiali della frazione del secco indifferenziato da trattare, con alti percentuali della frazione umida, al di là della norma. E si tratta di ipotesi di buon senso comune, mentre, per inquadrare il fenomeno contingente, ormai in fase di risoluzione grazie al recupero della normalità funzionale dell’impianto, utili risultavano nell’interlocuzione le analisi di profilo tecnico-scientifico, di cui da una approfondita rappresentazione su queste colonne la dottoressa Francesca Santaniello, assessore all’ambiente di Tufino.

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Aspetto, tuttavia, di prospettiva e con sicura rilevanza politica ed amministrativa emerso dall’interlocuzione, è certamente la convergenza sul principio di autosufficienza da garantire ai Comuni dell’area nolana per il ciclo rifiuti; principio da tradurre concretamente nell’organizzazione del subambito distrettuale, distinto dalla mappa dell’attuale Ente d’ambito di riferimento, a cui afferiscono una sessantina di Comuni della vasta area torrese-stabiese. Un sub-ambito da organizzare, calibrandolo sulle esigenze dei Comuni dell’area che formano la Società pubblica per azioni, di cui l’ Agenzia di sviluppo del territorio è organo di consulenza e strumentale. Una prospettiva di convergenza unanime, ben rappresentata negli interventi dell’avvocato Andrea Manzi, sindaco di Casamarciano e presidente dell’Ente d’ambito, dell’ingegnere Gaetano Minieri, sindaco di Nola, e dell’avvocato Antonio Carpino, sindaco di Marigliano. E , per la chiusura in autosufficienza sul territorio il ciclo-rifiuti, va evidenziato che tra qualche anno potrebbe essere già a regime l’impianto industriale di piccola \ media taglia per il compostaggio della frazione organica che sarà allestito nella piana di Boscofangone nel territorio di Marigliano. Una realizzazione- e va ricordato che la gran massa dei rifiuti prodotti sul territorio è costituita dalla frazione organica\umida- per la quale l’amministrazione comunale ha espresso con delibera consiliare la manifestazione d’interesse, recependo lo specifico bando emesso dalla RegioneCampania lo scorso anno.

L’istituendo subambito, in questa visuale, si rapporterebbe allo Stir di Paenzano di Tufino, al termovalorizzatore di Acerra e all’impianto di compostaggio di Marigliano. Tre tasselli che ne garantirebbe in pieno l’autosufficienza. Una scelta di buona amministrazione, che garantirebbe anche sostanziose riduzioni della Tari, oltre che un significativo tributo alle sane politiche ambientali, riducendo i costi dei trasporti fuori-regione che proprio per la frazione umida lievitano costantemente.

La tematica dell’istituendo subambito per la gestione virtuosa del ciclo rifiuti, sarà al centro del Tavolo di concertazione dei sindaci della Società pubblica per lo sviluppo del territorio, in programma martedì- 3 settembre alle ore 18,00- nella sede agenziale di via Trivice d’Ossa, a Camposano.

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