Aree periferiche e trasporti, Lucia Vuolo (ID/Lega): “Ci siamo riusciti, le periferie saranno al centro della progettazione europea”

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E’ stato più volte confermato lo stretto nesso esistente fra perifericità geografica e livelli  di  vita  relativamente  modesti. I trasporti sono il fulcro indispensabile dello sviluppo economico di un territorio.

Scopo della politica europea dei trasporti deve essere quello di promuovere sistemi di trasporto efficienti e durevoli per  venire  incontro  alle  esigenze  della  popolazione  e  delle  imprese. Soprattutto se consideriamo le aree periferiche dove spesso ritroviamo infrastrutture vetuste o addirittura inesistenti.

In tale contesto si inserisce l’intervento in Commissione Trasporti e Turismo dell’europarlamentare ID/Lega, Lucia Vuolo: “Ci siamo riusciti, le periferie saranno al centro della progettazione europea”– commenta la Vuolo – Gran parte degli emendamenti proposti in Commissione sono passati con i voti di tutti. Io penso sia una interessante vittoria che ho personalmente voluto e cercato”.

“Da tutti i territori, da tempo – continua -, abbiamo chiesto un cambio di passo e pare che qualcosa stia cambiando. Tra qualche settimana sarà affrontato il tema delle reti di collegamento di tutta l’Europa. Una revisione che si attendeva da diversi anni. In pratica abbiamo avuto la possibilità di inserire le aree periferiche, quelle che fino ad oggi non erano state aiutate. Nella revisione delle reti infrastrutturali abbiamo richiesto e ottenuto di favorire i collegamenti tra corridoi diversi e la maggiore connettività con le aree periferiche e scarsamente popolate. Allo stesso modo abbiamo chiesto e ottenuto di garantire la manutenzione delle infrastrutture e i relativi standard di sicurezza”.

“In concreto – conclude – se questo atto di indirizzo reggerà agli attacchi ultra-ambientalisti, avremo la possibilità di poter avere degli interventi sulla tratta adriatica ovvero Abruzzo e Puglia che fino ad oggi era esclusa dalla rete di collegamento europea, ma anche le zone periferiche di Campania e Calabria sino a quelle scarsamente popolate di Molise e Basilicata”.

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