ARIANO IRPINO. Domenico Gambacorta dice la sua sull’emergenza in città

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“Avevo scelto di non commentare gli eventi che si susseguono e le notizie che arrivano, a volte tragiche, e che riguardano amici cari e persone che abbiamo sempre considerato un punto di riferimento morale e civile. Un sabato e una domenica per leggere e riflettere, continuando a restare in casa rispettando i decreti e le ordinanze che pure meriterebbero qualche critica che rinviamo a tempi migliori. 
Rispondendo al telefono ai tanti amici che chiedono chiarimenti su quello che sta succedendo soprattutto nel nostro nosocomio. Allora voglio chiarire il mio pensiero:  De Luca sta dimostrando di essere decisionista. Fa bene a farlo se si riferisce agli irresponsabili di Napoli o di Salerno. Ma francamente nel suo intervento di sabato poteva evitare nuovi riferimenti ad Ariano. Ai dipendenti dell’Ospedale che sarebbero assenti per malattia. Queste presunte denunce vanno fatte indicando numeri e percentuali. Non accuse generiche. Avrei preferito che il Governatore, che è anche il Commissario ad acta per il piano di rientro, dunque l’unico responsabile politico della Sanità in Campania, nel bene e nel male, ci rassicurasse sulla sicurezza garantita ai lavoratori degli Ospedali, dei distretti sanitari, del 118,dei medici di medicina generale. Tutti troppo esposti in queste ultime settimane come sappiamo fin troppo bene.

Così come vorremmo capire quali sono le strategie politiche che vedono oggi cancellate due unità operative complesse di fatto destinate entrambe alla emergenza Coronavirus.
Si approfitta della mancata ricostituzione del Comitato dei Sindaci per escludere gli Enti Locali da qualunque decisione che riguardi la salute dei cittadini.
Da ex Sindaco e da ex componente di quel Comitato (per la prima volta, in 25 anni, Ariano era rappresentato in quel Comitato) ritengo che azzerare il ruolo di chi è quotidianamente a contatto con i cittadini nelle decisioni sia un errore grave politicamente parlando.
Infine, e chiudo, ad alcuni sindaci, chi più amico e chi meno, raccomanderei, sommessamente, di non aggiungere confusione alla enorme confusione già prodotta dalla presidenza del Consiglio e dalla presidenza della Regione. Che hanno determinato incertezza anche nell’applicazione delle indicazioni di decreti e di ordinanze che si susseguono a ripetizione.
Credete sia possibile evitare di firmare ordinanze superflue e inapplicabili tanto simili a quelle grida manzoniane che non fermarono la peste?”  DOMENICO GAMBACORTA

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