ARTE. Il ritorno alle origini di Ines De Leucio. L’eclettica pittrice italo-australiana è tornata in Campania, nel borgo medievale di Terranova Fossaceca, al confine tra l’Irpinia e il Sannio

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L’Australia e le meravigliose mostre allestite ad Adelaide. Poi l’esperienza mozzafiato nel deserto dove tele e pennelli sono stati fidati compagni di viaggio per la realizzazione di lavori di grande qualità artistica. Ma il richiamo dei luoghi misteriosi, quale il noce ai piedi di Altavilla Irpina, e delle streghe di Benevento, per la streghetta aborigena, alias Ines De Leucio, è stato più forte. Così l’eclettica pittrice italo-australiana è tornata in Campania, nel borgo medievale di Terranova Fossaceca, al confine tra l’Irpinia e il Sannio, animando nuovamente ii suo atelier artistico.

La sua arte irrefrenabile e indomabile ha continuato ad essere protagonista della vita della De Leucio. Così dopo un anno dal rientro in Italia Ines ha messo a segno una nuova produzione artistica. Lavori innovativi che rappresentano però anche un ritorno alle origini, all’utilizzo di quelle tecniche che fin dal liceo artistico e dall’accademia di Belle Arti l’hanno accompagnata. Non manca in queste ultime creazioni quell’aspetto magico che sempre aleggia quando si parla di lei.

“Questa nuova fase artistica della mia vita – racconta Ines De Leucio – rappresenta per me un ritorno al disegno ma con un nuovo e ricco bagaglio di esperienze frutto dell’essere cittadina di due continenti opposti e magnetici e di averli finalmente vissuti appieno negli ultimi anni”.

Una meravigliosa raccolta di disegni su cartoncino, un racconto in bianco e nero del messaggio della strega aborigena, che magistralmente sintetizza due culture differenti in oltre centocinquanta lavori di varie dimensioni che raccontano anche il rapporto tra il cielo e la terra.

“Inseguo qualcosa nell’invisibile – continua la De Leucio –  la mia ricerca artistica è improntata tutta sullo studio del rapporto dell’uomo con la Natura e con quegli elementi dell’universo che sono appena percepibili”.

La sua forza indiscussa è il segno. Fitte ragnatele, giochi geometrici, cerchi, note musicali, segni calligrafici abilmente composti come in una perfetta melodia da un’ottima pittrice profonda conoscitrice della tecnica che si sposa con la sua grande fantasia. I nuovi lavori sono realizzati con elementi semplici, gessetti o vernici bianche ma l’effetto finale è di grande impatto e qualità.

Non resta quindi che presentarli al grande pubblico, agli appassionati che da decenni apprezzano la produzione artistica della De Leucio. La pittrice, figlia di due continenti, sorride. Per scaramanzia non aggiunge altro, non svela dove e quando sarà possibile ammirarli. Né aggiunge qualche dettaglio in più sull’allestimento. Ma c’è da scommetterci che ancora una volta non resteremo delusi da questa nuova Ines, innovativa evoluzione della streghetta aborigena.

Anna Astrella

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