Arte sacra a Reggio Calabria. Sulle tracce di San Paolino di Nola, venerato nel Sud come il protettore di tutti gli operatori della filiera produttiva del mondo agricolo

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 Reportage di Antonio Fusco 

La nostra pluriennale e continua ricerca sulle località in cui si riscontra  la devozione a San Paolino di Nola ci ha consentito di individuarne altre due  interessanti e significative artistiche icone a Reggio Calabria, grazie alla collaborazione di parroci -gentilmente disponibili- della  Chiesa dello Spirito Santo

          La Chiesa dello Spirito Santo si innalza nell’omonimo quartiere della magnifica città, ricca di storia e un considerevole patrimonio artistico ed archeologico; quartiere che nel passato sembra che sia stato chiamato Rodà o Giaccallonia. Presenta una gradevole facciata che si ispira allo stile romanico, arricchita con applicazioni decorative di pietra. L’ingresso è sormontato da una lunetta ed è fiancheggiato da due colonne corinzie  sormontate da due leoni. Più in alto sotto il timpano si staglia la raggiera di un rosone.

 L’impianto ecclesiale è fiancheggiato, a destra, da un alto campanile cuspidato con orologio e monofora che si apre nella cella campanaria L’interno si presenta particolarmente ricco di arredi di vario utilizzo, vetrate, decorazioni di stucco, dipinti murali, bassorilievi, quadri e statue. La prima scultura a destra della navata è quella lignea  di un barbuto San Paolino che poggia su una base  che riporta: “Statua di San Paolino da Nola – Ortisei 1927 (Bolzano)  – restaurata nel 1998 in memoria di Tiziana Baccellieri”.

L’opera si differenzia alquanto  rispetto ad altre immagini pittoriche e plastiche  per il cromatismo meno vivido nelle  tonalità  di mitria, mantello e stola.     All’immagine benedicente manca il bacolo pastorale, trafugato da ignoti ladri sacrileghi. ( Ringraziamo Don Salvatore Borreca per la gentile collaborazione).  (foto)Arte sacra a Reggio Calabria. Sulle tracce di San Paolino di Nola, venerato nel Sud come il protettore di tutti gli operatori della filiera produttiva del mondo agricolo

 

 

Chiesa di Santa Maria dell’Itria 

          Sempre nella bella città calabrese  un pregevole dipinto paoliniano si ammiranella chiesa di Santa Maria dell’Itria, conosciuta anche come “delle catene per le grandi catene che cingono la piazzetta. Alcune fonti la citano come già esistente nel 1262. La struttura architettonica   che include a destra un alto campanile cuspidato ed aperto in finestre, si compone della chiesa a tre navate, transetto ed ampia abside. Il prospetto presenta un ingresso a tre arcate, ed è impreziosito da finestre arcuate, oculi e dal  rosone  sotto il timpano dell’aula centrale.

          Il Santo nolano è raffigurato rispettando la tradizionale iconografia, che lo  vede sempre  abbigliato con mitria e ricchi paramenti vescovili, benedicente  e reggente il bastone pastorale con la mano sinistra. Risultano insolite due particolari scene in secondo piano ai lati della sua figura. Ci è  stato riferito dal parroco don Pasquale Catanese che il dipinto fu commissionato nella seconda metà dell’Ottocento da un possidente terriero della zona per ringraziare il Santo, al quale era molto devoto, per l’abbondante raccolto di cavolfiori, come è raffigurato nella scena,  a sinistra.[1]  Sulla destra, invece, un albero rinsecchito starebbe a significare il cattivo raccolto agricolo di un suo vicino di terra, con il quale era in cattivi rapporti e che, per niente religioso, non credeva nella  protezione dei Santi.

[1] Come abbiamo più volte ribadito nei nostri articoli tematici il Vescovo nolano è venerato nell’Italia Meridionale e particolarmente in Sicilia quale protettore di tutti  gli operatori agricoli (contadini, giardinieri, orticoltori, potatori, innestatori).

Arte sacra a Reggio Calabria. Sulle tracce di San Paolino di Nola, venerato nel Sud come il protettore di tutti gli operatori della filiera produttiva del mondo agricolo

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