AVELLA. Chiara Cacace: “I soliti furbi pensano di essere più intelligenti degli altri”

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Nei momenti di difficoltà credo che, a prescindere dai ruoli e dalle posizioni politiche contrapposte, le polemiche non servano. Non serve essere di ostacolo a quei processi che dovrebbero consentire a tante famiglie in #reale difficoltà di essere più sereni nell’affrontare questo tempo di paura, e di difficoltà economica. Però come sempre accade nella gestione di riconoscimento ed attribuzione di #benefici ed aiuti ci sono spesso incongruenze e soprattutto ci sono i soliti #furbi che pensano di essere più intelligenti di altri. Non si è compreso che qui o ripartiamo tutti da dove siamo ci siamo fermati  o sarà dura la ripresa. Considerate alcune segnalazioni in relazione alla assegnazione dei buoni relativi alla Solidarietà Alimentare messa in campo dal Comune a seguito della erogazione di circa € 70.000,00 da parte dello Stato  centrale, è bene precisare che i criteri adottati sia per le richieste, che per i riconoscimenti, che per le verifiche sono stati ben espressi nel Disciplinare adottato dall’ Ente. In questi casi la politica deve restare fuori dalla gestione sostanziale per non incorrere in circoli viziosi e soliti teatrini di favoritismi. Qui si tratta di essere giusti, congrui e coscienziosi rispetto alle esigenze reali di famiglie che quotidianamente fanno i conti con reali difficoltà. L’auspicio è che tutto sia avvenuto e continui a distanziarsi seguendo criteri di legittimità, di equità sociale e di rispetto per quanti vivono una situazione di temporanea #indigenza. Il senso dell’aiuto è stato quello di sostegno alle  famiglie affinché nessuno rimanesse indietro. Se qualcuno si è creduto più furbo e qualcun altro lo ha consentito  è stato in realtà #ladro di diritti altrui. Chiara Cacace

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