AVELLA. Chiara Cacace: “Va fatta chiarezza su quali sono stati i luoghi pubblici da inquadrare come possibili focolai del Coronavirus”.

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“Quali sono stati i possibili focolai di questi improvvisi positivi ad Avella. È il momento di scelte e comportamenti che ci facciamo trovare pronti e sereni alla riapertura del 2 novembre. Innanzitutto il Sindaco ed il Responsabile della Protezione Civile, e rivolgo anche un accorato invito ai Medici di base (prime ed importanti sentinelle), hanno il dovere di dare notizia e comunicare quali sono stati i luoghi pubblici da inquadrare come possibili focolai. Poi prevedere a carico dell’Ente tamponi gratuiti per tutti i possibili contatti con contagi, per i dipendenti comunali e per i titolari di tutte le attività commerciali. Poi battersi, se i contagi aumenteranno, per uno screening di massa. Il contagio si riduce se si interviene sulla diffusione, e in una realtà piccola come Avella ricostruire la rete dei contatti, nel rispetto della privacy, è una cosa non complicata. Basta volerlo e soprattutto basta essere chiari, determinati e capaci di trasferire al paese certezze”.  Chiara Cacace

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