AVELLA: I lupi di Liu Ruowang tra consensi e proteste.

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Il dono dell’artista cinese ad Avella ha infiammato i cittadini che si sono schierati tra favorevoli e contrari all’esposizione in piazza Municipio.
Come si può immaginare, gran parte dei dissensi hanno più che altro carattere “politico”, chi segue soprattutto i social può rendersi conto che si tratta di una fetta di popolazione che, a prescindere, si mostra critica nei confronti delle iniziative del Sindaco e della sua amministrazione comunale, un po’ per partito preso, come si suol dire.
Un’altra parte dei dissensi è dettata dalle restrizioni a cui siamo sottoposti dal DPCM, in quanto zona rossa, qualcuno ha sostenuto che una esposizione del genere spinge le persone ad uscire di casa e creare assembramenti, pericolosissimi in questo momento così delicato della pandemia.
Qualcuno ha addirittura screditato le sculture, che ricordiamo sono state esposte in tante altre famose piazze italiane, come Napoli e Firenze.
Chiaramente ognuno è libero di esporre il proprio pensiero, ed anzi deve farlo, nel caso specifico penso però si sia sollevato un polverone inutile: chi è interessato alle sculture e desidera visitarle lo può fare con tutte le misure di sicurezza dettate dal Covid, a cui siamo ormai abituati da un anno. Chi non apprezza l’arte oppure è ignorante in materia, semplicemente non interessato, può non andare e magari evitare assembramenti in famiglia con i pranzi della domenica o le feste di compleanno.

Il covid pare sia un virus intelligente: qualcuno, meno. Chapeau a chi cerca di portare cultura anche nei piccoli paesi. La cultura è crescita. La crescita è lo scopo di ogni uomo. Più o meno.

Carro Carla

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