Avellno, il filosofo Masullo riceve la cittadinanza onoraria.

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“In considerazione delle origini della famiglia di appartenenza, che affonda le sue radici in terra irpina, ed in segno di alta riconoscenza per l’intensa attività scientifica, culturale, politica, umana e sociale che ha sempre svolto nei diversi incarichi ricoperti la Città di Avellino conferisce la Cittadinanza onoraria al Professor Aldo Masullo”. Con questa motivazione il Sindaco Paolo Foti, a nome dell’amministrazione comunale di Avellino, ha conferito questa mattina l’importante onorificenza al professore e filosofo Aldo Masullo. “Mi sento onorato perché la collettività avellinese è una collettività forte, così come sono forti i paesaggi dell’Irpinia – ha detto il Professor Masullo – c’è qualcosa in più per me che non è soltanto l’onore che ricevo, ma è  anche la gioia di ritrovarmi in un mondo dal quale, per le vicende della vita, ero stato esiliato fin da piccolo. Questo ritorno ai luoghi della mia origine, dei miei antenati, è certamente qualcosa che dà alla mia vita qualcosa che la mia vita non aveva ancora. Quindi sono molto lieto per questo evento. Va senza dire che mi sento ancora più vicino ai grandi spiriti che costituiscono la storia culturale di questa città”. Il Professor Masullo si è soffermato poi sulla difficile condizione che sta vivendo il nostro Paese: “comprendo questi momenti di inquietudine, di stanchezza, di sofferenza, perché tutte le sofferenze quando sono sopportate troppo a lungo diventano poi insofferenze. Credo che questo sia un momento nel quale, per la sua drammaticità, si misura anche la capacità che il nostro popolo preso nel suo insieme – dal governo alle singole persone – ha di costruire modi, mezzi, per affrontare situazioni di questo tipo. Io per mio carattere non sono né ottimista, né pessimista. Sono realista. E da realista riconosco che abbiamo ancora molte forze che non sono state manifestate ed espresse. Questa forse è anche responsabilità della nostra politica, della nostra vita civile. Credo però che sono proprio i momenti più difficili in cui si manifesta la forza nascosta, così delle persone come dei popoli”.

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