BAIANESE. Lettera aperta ai sigg. Sindaci di Avella, Baiano, Mugnano del Cardinale, Quadrelle, Sirignano, Sperone.

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Dopo la decisione dei sindaci del mandamento baianese di lasciare le scuole chiuse fino al prossimo 6 gennaio 2021 a causa dell’emergenza Covid 19, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di un genitore.

Egregi sigg. Sindaci,

la Vostra decisione di posporre al nuovo anno l’inizio delle lezioni per gli studenti delle scuole del Mandamento non sorprende. L’ordinanza, emanata in diretta Facebook a furor di like, è infatti solo l’ultima di una lunga serie di ammissioni implicite di impotenza ed incapacità organizzative che hanno purtroppo costellato la gestione della cosa pubblica in questi mesi di Covid a livello nazionale, regionale e, in ultimis, mandamentale.

La Vostra decisione conferma nei fatti, e senza possibilità di ulteriore appello, come la clausura sia l’unica soluzione attualmente e concretamente perseguibile, essendo in definitiva impraticabili altre vie quali la pianificazione, la gestione razionale, il controllo.

Clausura scolastica e culturale, s’intende, in quanto le attività commerciali sono ben aperte e funzionanti. Fanno notizia gli ingorghi di traffico ricorrenti nei pressi di un nuovo centro commerciale, la cui inaugurazione delizierà i giorni di festa prossimi venturi. Cin.

Tutto, ma non la scuola!

E non stupisce che tale decisione sia supportata da un diffuso consenso, di cui i social si fanno grancassa:  ma tale sostegno, Vi sia chiaro, è in definitiva solo la misura della sfiducia verso politiche serie di contenimento cui nessuno crede più, materia quindi che paradossalmente e viziosamente è alimento dell’antipolitica militante.

Nel Mandamento ci siamo arresi, insomma.

Certo, ci sarebbe voluto coraggio per fare scelte diverse, coraggio che sicuramente non è difettato a Vostri pari in zone altrettanto se non maggiormente colpite dal virus, ma, come nel caso di don Abbondio, il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare.

Quarant’anni fa un tremendo terremoto distrusse l’Irpinia. Nei giorni che seguirono quel maledetto 23 novembre, laddove possibile fu data priorità alla ripresa dell’attività scolastica. Oggi purtroppo sembriamo aver perso quella lucida lungimiranza.

D. M. Ferrucci – Un genitore

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