BAIANO. Finanziamento regionale della Festa del Maio 2018: è occasione di sviluppo e rilancio definitivo della festa? Un argomento importante, che coinvolge tutti, oggetto di una lettera aperta al sindaco

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di Antonio Vecchione

Carissimo Enrico, grande soddisfazione e legittimo orgoglio ha suscitato nella collettività baianese la notizia del finanziamento regionale destinato alla Festa del Maio. E’ stata una vostra lodevole iniziativa, da registrare a vanto dell’amministrazione. Il contributo costituisce un premio alla nostra festa, che ha confermato di avere i titoli per essere inserita nel ristretto novero delle manifestazioni di grande livello culturale, sociale, antropologico e folcloristico.

Un traguardo del genere, fino a pochi anni fa, poteva solo essere sognato. Per fortuna, dagli anni ottanta del secolo scorso, nella consapevolezza che la festa fosse un contenitore di storia, fede, radici e identità baianese, la comunità intera si mise al lavoro profondendo tempo ed energie finalizzate a riscoprirne i profondi significati e, quindi, alla sua salvaguardia, promozione e affermazione. Gli eccellenti risultati testimoniano che gli sforzi collettivi sono stati premiati.

Dopo l’approvazione della “Carta del Maio”, vero punto di svolta per un potenziale salto di qualità, questo riconoscimento regionale è altra tappa fondamentale sulla strada della crescita e valorizzazione. Il finanziamento deve essere considerato come un decisivo incentivo a disegnare insieme il futuro della festa. Ed è per questo che crescono e si manifestano, giorno dopo giorno, le aspettative dei numerosissimi appassionati. La domanda che sorge spontanea è: come valorizzare al meglio il finanziamento per raccoglierne i frutti nel futuro? Parlando con le persone più sensibili al richiamo di questi valori, si percepisce la loro voglia di partecipare e di esprimere le proprie idee in merito al progetto da realizzare. La festa è patrimonio di tutti, nessuno escluso; ciascuno la sente sua e desidera contribuire ed essere coinvolto nelle decisioni. Allo stato, non si conosce se e quale programma sia stato deciso, ma da alcune anticipazioni su giornali locali si ipotizzano concerti di famosi artisti. Le persone più interessate, dal profondo dell’anima popolare baianese, si sono formate  una salda e comune convinzione:  il finanziamento costituisce preziosa e imperdibile occasione per “investire sulla Festa”, per rendere più sicure ed efficienti le varie fasi del rito (peraltro gestite da comitati di appassionati volontari che si autofinanziano con difficoltà), per far emergere l’originalissimo patrimonio culturale, per sottolineare l’importanza delle piccole comunità, o, come dice Arminio, per parlare di “paesologia”, la scienza che unisce etnologia, poesia e geografia. In una parola è “la Festa del Maio” che dovrebbe essere a centro delle iniziative da intraprendere, per potenziarla e proiettarla in una dimensione più ampia, oltre gli schemi tradizionali.

La rassegna artistica “Schegge di Maio” di qualche anno fa costituisce un positivo esempio. Fu uno straordinario successo, che fece scoprire la nostra festa al multiforme e frequentato mondo artistico regionale. Lo stesso successo ebbe il premio musicale “Maio di S. Stefano”, aperto ad artisti regionali, a testimonianza delle gloriose tradizioni musicali baianesi, in particolare bandistiche, che vanno allargate e potenziate, ben oltre il già ricco e apprezzato programma attuale (La banda in Chiesa). Si potrebbe poi pensare a una “rassegna etnica”, articolata in varie sezioni: mostra visiva sul tema, proiezione di documentari a carattere etnico provenienti da tutto il mondo, opere teatrali, poesia, racconti, premi letterari, musica etnica. Un capitolo interessante potrebbe essere la valorizzazione di Arciano, promuovendo un “festival della fiaba” con spettacoli per bambini da tenere all’aperto, nel bosco, con scansioni temporali da definire. Il nostro rito è talmente ricco di spunti di alto valore simbolico, di originali e schiette tradizioni, da poter immaginare altre inedite manifestazioni: raduni nazionali di associazioni di “armi ad avancarica”, rassegne legate all’antico mestiere di “carrettiere”, con sfilate di carretti con cavalli.

A noi tutti, dunque, l’onere di trasformare il finanziamento in una preziosa opportunità per proiettare la nostra tradizione a livelli superiori e per aggregare sempre più il popolo baianese intorno alle proprie radici. La Festa del Maio, è noto, si inserisce nella serie demo-etno-antropologica delle feste relative ai Culti Arborei, che attraversa l’Europa intera da tempi immemorabili e potrebbe essere oggetto di valorizzazione nelle Liste del Patrimonio Immateriale della Regione Campania, in quella Nazionale e, strutturata in un fenomeno seriale, anche nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. La Regione finanzia anche progetti a sostegno delle pratiche relative a questo tipo di progetti, che danno grande visibilità e prestigio a chi li promuove. Pertanto sarebbe molto interessante promuovere la realizzazione di una serie di Istallazioni multimediali permanenti sulla festa del Majo, in modo da rendere sempre visibile, per chiunque visiti il nostro paese, questo spaccato della nostra Eredità e rendere costante, a margine della festa, la realizzazione del Contest (Schegge di Maio), che potrebbe avvalersi anche di artisti di grande fama per costituire una collezione museale crescente e unica.

Alla luce di queste riflessioni, rivolgo personalmente (ma sento e mi permetto di poter parlare anche a nome dei tanti che condividono) un rispettoso invito a convocare una pubblica assemblea finalizzata a informare sul prossimo programma e ad ascoltare associazioni e pubblico per un costruttivo e sereno confronto.

Il vostro spirito di “servizio” alla comunità è noto e non è mai venuto meno  così come il rispetto per la forte connotazione popolare della festa e, per questo, confido in una buona accoglienza del presente invito. Siamo certi che la comunità baianese, da voi governata, saprà dimostrare ancora una volta di essere unita, solidale, pacifica e lungimirante, in grado di volare più in alto.

Antonio Vecchione

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