BAIANO. I Sindaci: “la nostra presenza dinanzi a Villa Maria comunicata il giorno prima alle forze dell’ordine. Pronti a difenderci nelle sedi opportune”

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Dopo la multa ricevuta per non aver osservato le disposizioni governative in materia di norme atte a prevenire il contagio da Covid -19, i sindaci del baianese coinvolti nel clamore mediatico vogliono chiarire la loro posizione e in particolare cosa ci facessero lì quel sabato mattina. Una cosa è certa, anche la nostra testata giornalistica, come anche altre, erano informate che nella mattinata di sabato 19 aprile era previsto il solo passaggio del feretro dell’amato sindaco e medico  Sommese. Sapevamo già dalle prime ore dell’alba che il carro funebre avrebbe toccato tre principali comuni durante il trasferimento della salma dall’Ospedale Moscati di Avellino dove era ricoverato e poi deceduto il primo cittadino di Saviano, ovvero Baiano, Nola, Saviano. Baiano per la presenza della Clinica di famiglia “Villa Maria”, Nola per essere l’ospedale “Santa Maria la Pietà”, il luogo di lavoro del primario deceduto e Saviano, la cittadina della fascia tricolore dove Sommese era sindaco da molti anni. Biancardi, sindaco di Avella e Presidente della Provincia di Avellino che Montanaro, sindaco di Baiano, hanno riferito che della loro presenza lì  e degli altri Sindaci ne erano a conoscenza anche le forze dell’ordine a cui era stata comunicata. Il tutto nasce  dopo, che i sindaci, si erano sentiti tra di loro alcune ore prima e concordato un saluto istituzionale al solo passaggio della bara del collega morto, professionista stimato non solo come sindaco ma per la sua attività medica svolta anche al servizio dell’area mandamentale e dei tanti cittadini baianesi che negli anni erano stati suoi pazienti. Nulla di organizzato dalle fasce tricolori, né a conoscenza che vi fossero altre persone e soprattutto tutto concordato con le forze dell’ordine. Lo stesso Biancardi riferisce che si doveva solo presenziare al passaggio del carro e che nei pressi della Clinica Villa Maria l’autista doveva solo rallentare ma non fermarsi. Quindi nascono spontanei questi interrogativi: 1) Chi ha quindi dato l’ordine al carro funebre di fermarsi? 2) Chi ha avvisato il prete per la benedizione?  3) Perché la vettura dei Vigili di Avellino e la vettura della Polizia che scortavano la salma hanno consentito la sosta? 4) Perché i carabinieri non hanno chiesto ai sindaci, arrivati sul posto pochi minuti prima, di allontanarsi poiché non vi erano più le condizioni per il saluto? Domande a cui le indagini della Procura della Repubblica di Avellino, che ha aperto un’inchiesta, dovrà dare una risposta. Le stesse fasce tricolori hanno dichiarato che al momento dell’arrivo del feretro sul posto vi erano presenti decine e decine dei carabinieri che avevano tutto il tempo di far allontanare i presenti e gli stessi sindaci. Perché non è stato fatto? Il carro funebre era poi scortato da Vigili Urbani della città di Avellino e anche da un’auto della Polizia che giunti in prossimità della clinica, dopo la sosta, hanno fatto ritorno nella città capoluogo. Durante la benedizione da parte del parroco Don Fiorelmo, durante il suono della tromba nessuno delle forze dell’ordine, a quanto dichiarato dai presenti, è intervenuto per allontanare i pochi presenti e quindi impedire il perdurare della sosta, come se fosse tutto previsto. Ma l’uscita poi di video messi in circolazione sui social e il clamore che ha provocato la vicenda nei cittadini, nonché l’interessamento delle tv nazionali e dei Tg, in particolare per quello avvenuto a Saviano, ha portato ad emettere i provvedimenti consequenziali. Una cosa è certa che c’era tutto il tempo per evitare che la vicenda potesse creare scalpore, ma  forse è stata sottovalutata anche da chi doveva garantire l’ordine pubblico.

Gli  stessi sindaci, da quanto appreso, sono pronti a difendersi e a proporre ricorso avverso i verbali spiegando fatti e circostanze per una esatta ricostruzione della vicenda

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