BAIANO. La scuola al tempo del Covid-19 (I.C. “GIOVANNI XXIII-PARINI” BAIANO-SPERONE)

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L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha stravolto ogni aspetto della nostra vita.  Piegati da un virus microscopico simile proprio ad una piccola corona, i giganti macrosistemi economici, finanziari e politici sono stati costretti ad un cambiamento radicale di meccanismi che si credevano intoccabili e insieme a loro e, forse, anche ancor prima di loro, le vite di  ogni singolo individuo, anziano, adulto, adolescente o bambino che sia, catapultate in una quotidianità sconvolta da un  nemico invisibile. Anche la scuola ha dovuto confrontarsi con un cambiamento rapido e assolutamente inaspettato, ha dovuto imparare a far fronte non solo ad una nuova situazione organizzativa  ma anche emotiva. Non più il suono liberatorio della campanella, il vociare allegro dei ragazzi che uscivano dalle classi per fare ricreazione. Niente più sguardi smarriti rivolti al  prof. durante la spiegazione, niente più risate nelle aule. La Ministra Azzolina in una lettera aperta alla comunità scolastica afferma: “mi chiedo se fossi stata a scuola da docente o da dirigente cosa avrei fatto io davanti a questa emergenza? Chi fa il docente o il Dirigente sa che c’è una sola risposta possibile. Si sta in ogni modo accanto ai nostri ragazzi ” ed è quello che anche la mia scuola, l’istituto Comprensivo “Giovanni XXIII-Parini” di Baiano-Sperone ha fatto in questo periodo.  La modalità della DAD e lo smartworking hanno richiesto ai cittadini un grande sforzo, in termini di connettività e di consumi. Affinché non ci fossero alunni che si sentissero ultimi, la mia Istituzione Scolastica ha attivato un sistema di “SOLIDARIETA’ DIGITALE” che , in prima istanza , ha puntato a distribuire alle famiglie in difficoltà servizi e soluzioni gratuite per lavorare da remoto. La protezione civile di Avella, poi, ha provveduto a consegnare con  puntualità venticinque unità tra PC portatili e Tablet e altri ventitré saranno distribuiti dalla settimana prossima grazie ai fondi del MPI mentre ancora altre sette unità di postazioni fisse sono state donate dallo studio privato dell’Ing. Biagio Morelli di Avella. Dopo una prima fase di sperimentazione nella quale è stata verificata la vulnerabilità, in termini di sicurezza, di alcune piattaforme, sottolineato anche dal Garante della Privacy che parlava della necessità di non trascurare i rischi che potevano derivare dal ricorso a un uso scorretto degli  strumenti telematici perchè molti minori accedevano agli spazi virtuali per la prima volta, si è   passati quindi progressivamente alla partecipazione alle lezioni in videoconferenza con accesso diretto dalla piattaforma del R.E. Archimede nella sua nuova funzione, senza  effettuare alcuna registrazione che richiedesse il rilascio di dati sensibili e personali.  Costante e costruttivo è stato il dialogo tra la scuola e le famiglie che hanno trovato risposte e sostegno continuo nei docenti che si sono attivati in ogni modo per non far mancare la loro presenza. Credo, come molti, che la didattica a distanza non possa modificare il senso profondo della scuola, come punto di incontro di generazioni. La scuola non è solo fare i compiti o fare lezione, ma oggi più che mai è condividere la vita. Nella situazione che stiamo vivendo, in cui accanto a paure emerge anche la consapevolezza di alcuni valori su cui si fonda una convivenza civile, sono sicura che la battaglia che stiamo combattendo potrà rappresentare per le nuove generazioni un  insegnamento prezioso per vivere meglio il loro domani. La memoria ci salverà perchè  cercheremo di non disperdere nel tempo il ricordo di questa disgrazia. Ciò che è accaduto oggi ci renderà persone migliori domani.

 Prof.ssa Anna D’ Avanzo

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