BASKET, SCANDONE AVELLINO. Maffezzoli si presenta: “Se vogliamo i play off lo dobbiamo dimostrare sin da subito, non sono per i proclami”.

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di Lucio Ianniciello

Massimo Maffezzoli da assistant coach a head coach della Scandone. Si e’ chiuso il rapporto con Vucinic dopo tre sconfitte consecutive. Così esordisce il tecnico veronese: “Non posso che ringraziare, accetto questa sfida. E’ qualcosa che mi gratifica e già mi gratificava. Non ho avuto nessun problema con Vucinic, un piacere lavorare con Alberani. Per me e’ la prima volta da head coach”. Il trend negativo e’ stato fatale per il serbo: “Quando uno paga per tutti, ci si aspetta che tutti reagiscano. Dal gruppo ho trovato molta disponibilità. La richiesta e’ quella di una maggiore aggressività. Per esempio la differenza tra primo e secondo tempo contro Varese e’ stata in termini di energia. Quella chiedo”.

Domenica si va a Sassari che ha il fiato sul collo di Avellino, solo 2 punti in meno: “Andiamo in casa di una squadra in forma, e’ reduce da 2 vittorie consecutive. Sarebbe la migliore o la peggiore partita per noi, dipende. Una squadra che vuole i play off lo deve dimostrare già da ora”. Ritorna sulla scelta effettuata dalla societa’: “Ci ho voluto 10″ ad accettare Avellino. Una scelta che mi ha gratificato, ci conosciamo da anni con Nicola. Sono contento perché mi ha dato questa possibilità, e’ importante per la mia carriera”. La Scandone al momento e’ una squadra convalescente, in crisi: “I problemi ci sono. Si e’ chiuso un pezzo di stagione. Tutti quelli che si sono sentiti messi da parte ora hanno una nuova opportunità. Saranno 35 giorni fondamentali”. Il nuovo coach batte ancora sui giocatori: “Devono essere coinvolti. Oggi c’è stato un ottimo allenamento. Sono fiducioso sul fatto che tutti si giocheranno le proprie carte. Non mi piace avere rimpianti, un’eventuale sconfitta non vorrei fosse per nostre mancanze”. La filosofia di Maffezzoli e’ chiara: “C’è stato un cambio, ora siamo tutti sulla stessa pagina. L’obiettivo deve passare dall’impegno. Dobbiamo parlare la stessa lingua. Non c’e’ niente di irrisolvibile. Non mi piace fare proclami, ci aspettiamo la risposta del campo”.

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