Calcio, Serie D. Liquidato carica il San Tommaso: “Sul pari col Palermo dobbiamo costruire il nostro campionato, ora un’altra nobile decaduta”.

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di Lucio Ianniciello

Il pareggio contro il Palermo rimarrà nella storia del San Tommaso, mister Liquidato si sofferma su una settimana particolare per questo motivo e non perde la vena ironica: “Ci siamo presi le pagine dei quotidiani, anche nazionali. Qualcuno è andato a Sportitalia. Se non diamo continuità non abbiamo fatto nulla. Ora ci tocca un’altra nobile decaduta, il Messina. Sembra che tutti abbiano paura di giocare con il San Tommaso. Anziché impiegare le riserve, il Palermo ha presentato Floriano domenica scorsa e i nostri prossimi avversari presenteranno Arcidiacono. A parte gli scherzi, l’Acr Messina ha un’altra freccia nel suo arco, la ciliegina sulla torta”. Ancora sulla partita con il Palermo pensando a quello che è stato prima (Savoia)  e a quello che sarà (ACR Messina), all’andata ben 4 punti con torresi e siciliani nello scenario del Partenio Lombardi: “Con le grandi abbiamo sempre fatto belle figure, il pareggio di domenica scorsa è stato giusto. Abbiamo sofferto e lavorato bene nella seconda parte. Chiaro che il pari non rispecchiava i valori in campo ma il punto ce lo siamo guadagnato. A Torre Annunziata abbiamo avuto la stessa determinazione, il risultato non è stato congeniale. Sul pareggio contro il Palermo dobbiamo costruire il nostro campionato. Rispetto per il Messina ma sappiamo stare in campo in un determinato modo”.

Parole per due uomini chiave di questo San Tommaso, Colarusso e capitan Alleruzzo: “Il primo ha raggiunto una maturazione importante, ha 26 anni. L’anno scorso lo portai a Nola con me. È uno da mille usi e costumi. Se poteva fare una carriera migliore, le colpe sono sue. Lo posso utilizzare in più posizioni in difesa, anche a centrocampo, addirittura in Coppa Italia a Santa Maria Capua Vetere l’ho schierato attaccante. Abita in provincia di Benevento ma e’ un elemento di quella Irpinia che noi vogliamo. Alleruzzo è un giocatore troppo importante, il nostro capitano, ce lo teniamo stretto. A differenza di Colarusso, Fabio ha un’età, 34 anni, che lo deve portare a smettere con il calcio (ride). Dall’inizio alla fine gioca le sue partite. Era alla Virtus Avellino in Eccellenza, da quest’estate è con noi in D. Lui dice che con me può giocare altri 7-8 anni. Il San Tommaso per me è una favola, spero sia a lieto fine”. I prossimi impegni: “Per noi è un campionato in salita, domenica ci davano per perdenti. Nelle prossime tre partite cercheremo di ottenere qualche altro punticino per rimanere aggrappati. Dopo Giugliano sarà diverso, avremo match importanti in casa”.

Konate ha ben impressionato contro il Palermo, una punta che serviva al San Tommaso: “Lo devo centellinare, è entrato bene domenica, è veloce e attacca la profondità, un giocatore che non avevamo. Mi ha chiesto di allenarsi perché è indietro rispetto agli altri, ciò dimostra la sua volontà. Dopo Messina avrà una settimana, magari contro il Giugliano gli do 90′. Lui e Branicki sono un’ottima coppia, il polacco ha caratteristiche diverse, si integrano. Magari tutti e due ci porteranno ad aggrapparci alla salita”. Un ultimo pensiero per il magazziniere Pelosi: “Gli auguro una pronta guarigione, lo chiamo “carciofino” in modo che a San Tommaso tutti comprendano. Non potete capire la sua sofferenza per non avere potuto assistere alla gara col Palermo. Perciò gli ho dedicato il punto, sarebbe venuto subito ad abbracciarmi. Ancora non sono andato in Ospedale a trovarlo, il tempo manca. Spero che possiamo dedicargli ancora qualcosa”.

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