CALCIO, US AVELLINO. Capuano: “In campo non si vedranno i 10 punti di differenza col Potenza, Avellino ha fatto la storia e dovrà fare la storia”.

adsense – Responsive Pre Articolo

di Lucio Ianniciello

Lunedì sera l’Avellino sfiderà il Potenza tra le mura amiche, una partita particolare per mister Capuano: “Veniamo da due ottime partite tranne 26′ a Catanzaro, un passaggio del turno in Coppa Italia. Finiamo il ciclo di ferro col Potenza, squadra forte e allenata da un ottimo tecnico. Li’ ho lasciato un pezzo di cuore, ci vivo, ho guidato questo club e ci salvammo, vincendo il campionato della moralità. Ora c’è solo l’Avellino, chiaro che la fase emotiva non mancherà. Abbiamo la necessità di fare punti, sono tranquillo della mia squadra”. Poi parla più specificamente del match, che tra l’altro sarà trasmesso dalle telecamere Rai, appuntamento alle 20.45: “Non so cosa spera il Potenza, sapranno dove colpirci, sapranno dove siamo “deficienti”. C’è la consapevolezza della loro forza, noi faremo un’altra partita da Avellino: compattezza, aggressione, propositività. Come dico spesso, non saremo la vittima sacrificale. Il Potenza e’ una delle più belle realtà della C, due anni fa era in D e fu riportata in questa categoria grazie all’oculatezza della società. I 10 punti di differenza non si vedranno in campo”.

Ci sarà il rientro di capitan Morero per i lupi: “Non avendo una rosa molto ampia, ogni giocatore e’ importante. Il capitano rimpingua e rafforza il settore difensivo, sia a livello tattico che di esperienza. Oggi ci sarà più intensità per lui, disponibilità importante”. Pregi e difetti di questo Avellino: “Le mie squadre hanno preso sempre pochi gol, solo la Ternana ci ha messo sotto per 20′, tanti cross ma la pericolosità e’ giunta dal colpo di testa di Ferrante. Subiamo poco a campo chiuso, così come con imbucate. Da’ fastidio prendere gol da traversoni. Dobbiamo migliorare i tempi, se si abbassa linea a dovere si copre il portiere. Speriamo di fare meglio da questo punto di vista, ci ho lavorato”. Continua a blindare la sua squadra da vicissitudini extracampo: “Io sono l’allenatore dell’Avellino, penso solo a questa casacca, solo a questo team. Altre situazioni non ci interessano, ribadisco che questa piazza avrà un futuro. Avellino ha fatto la storia e dovrà fare la storia. Si e’ parlato della telefonata che ho ricevuto da Martone, per i complimenti. L’ho sentito altre volte. Sono l’allenatore di tutti coloro che amano questa maglia”.

Su Meola, ancora non tesserato: “Si sta allenando con noi, bisogna chiedere a Di Somma”. Il Potenza attua diversi moduli, certo Capuano non è impreparato: “Gioca col 4-3-3, prima che coronassi il sogno di sedere su questa panchina. La variante e’ Ricci trequartista e due punte per un 4-3-1-2. Un sistema di gioco o un altro non mi puo’ mandare in difficolta’. A Reggio Calabria in Coppa Italia ha giocato col 3-5-2”. La posizione in campo  di Micovschi incuriosisce, Capuano lo vede diversamente da Ignoffo: “Ottimo giocatore come potenzialità, nella fase difendente ha difficoltà. Se e’ libero, nell’ottica della profondità ha più facilità. A Catanzaro volevo attaccare la profondità lunga e l’ho schierato sottopunta. Albadoro ha altre caratteristiche, protegge Charpentier, fa sponda”. Un accenno alla gara con la Cavese di mercoledì scorso, particolare riferimento al secondo tempo: “Loro giocavano con un 4-2-3-1, Nella ripresa ho isolato i loro quattro davanti. Sono stato fortunato, non dico bravo. E’ importante la fase di impatto e lettura del match”. Dilemma Tonti-Abibi tra i pali, si parla anche di Karic: “I due portieri si equivalgono, ci sono dubbi. Karic deve giocare più di squadra, si intestardisce, eccede in generosità. Potrà crescere, e’ intelligente”.

adsense – Responsive – Post Articolo