CALCIO, US AVELLINO. Foscarini: “Il ciclo di ferro inizia adesso ma il destino è ancora nelle nostre mani”.

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di Lucio Ianniciello

Sabato si va a Carpi, l’Avellino non può sbagliare. Gli emiliani sono a quota 49, salvi e con speranze quasi nulle per i play off, Avellino a 40, invischiato nella lotta per non retrocedere e al momento fuori dai play out per la classifica avulsa. Al Cabassi la prima di 5 finali, lo sanno i tifosi biancoverdi che ieri hanno sostenuto la squadra all’allenamento, a Foscarini non sono di certo sfuggiti: “Sono stati un po’ rumorosi (ride). Va bene così, questo calore non me l’aspettavo. Incitare la squadra in quel modo, chiamandola a raggrupparsi sotto di loro è una stato anche toccante. Sono emozioni motivanti. Ci hanno seguito per tutto l’allenamento, mi ha fatto veramente piacere”. La situazione dell’Avellino è delicata: “Il ciclo di ferro inizia adesso. Non abbiamo margini di recupero, conto su qualche rientro e sulla caparbietà di ribaltare il trend. Comunque l’unica partita che non mi è piaciuta è stata Palermo, non nei dati ma nello spirito. Nel mirino c’è il riscatto”. Poi il mister trevigiano fa un riepilogo sugli infortunati: “Falasco sta facendo passi importanti, dalla prossima settimana potrà essere a disposizione. Kresic a parte, bene Migliorini e D’Angelo. Pecorini sta lavorando dopo la ricaduta che ha subito. Per Bidaoui non capisco, noi stiamo facendo il massimo, qualcosa dovrà fare pure lui”.

Il Carpi è un avversario da prendere con le molle nonostante il suo presunto appagamento: “Andiamo ad affrontare una squadra che ha fatto 2 punti in 5 partite, noi 4. Entrambi abbiamo perso le ultime 2 partite, entrambi facciamo fatica in trasferta. Hanno tre vittorie più di noi ed è tanto, sono fisici. Forse davanti hanno la migliore coppia di attaccanti. Si giocano molto, già stasera sono partiti per il ritiro, noi ancora di più. Dobbiamo essere tonici, dobbiamo lottare su ogni pallone e non come a Palermo”. La salvezza è troppo importante per la piazza avellinese: “Una prestazione vigorosa porta di solito il risultato. Non sono ipocrita dichiarando che non dobbiamo apparire belli, ci salviamo se siamo tonici. Servono la prestazione e la cattiveria agonistica. Ora i punti sono pesanti. Mi aspetto una reazione dai ragazzi, dovrò tirar fuori qualcosa”. Martedì 1 maggio altra gara, al Partenio Lombardi contro il Cittadella, ipotesi turnover: “Sto pensando di alternare qualche giocatore tra sabato e martedì. La partita importante è a Carpi, non contro il Cittadella”. Morosini sembrava in rampa di lancio con Novellino, Foscarini precisa: “Deve trovare una condizione migliore, ora è più brillante rispetto a 15-20 giorni fa. È normale che deve giocare per avere continuità, ma io vedo allenamenti e caparbietà. È più indietro degli altri”.

Non è l’aspetto tattico che assilla il Ferguson del Piave: “Possiamo passare facilmente dal 4-4-2 al 4-3-3 al 4-3-1-2. La squadra è strutturata per fare diversi moduli. Non mi soffermerei però sul lato tattico, ci vuole la rabbia agonistica”. Valutazioni sugli esterni e su come stanare il Carpi: “Vajushi e Molina sono i giocatori che stanno meglio, D’Angelo può giocare in un falso 4-4-2. Il Carpi non va in difficoltà con un uno dietro la punta, con una coppia in attacco o con una mezza punta perché gioca sempre con un playmaker e tre difensori dietro. Dovremmo essere noi bravi a scardinarli, cercando di far scivolare il flusso di gioco sugli esterni”. Fa una rivelazione sulla questione dei tanti infortuni in casa Avellino: “L’aspetto atletico è fondamentale. Dobbiamo fare un mea culpa su ciò, tutti. Il mio modo di lavorare è basato essenzialmente sui giocatori in campo e non infermeria. Questa esasperazione da parte mia ha influito negativamente. Sono io il responsabile se un giocatore si infortuna”.

Nemmeno la situazione esterni bassi fa dormire sonni tranquilli: “Marchizza pur non essendo un terzino sinistro se la sta cavando bene. Ha trovato i tempi di CALCIO, US AVELLINO. Foscarini: Il ciclo di ferro inizia adesso ma il destino è ancora nelle nostre mani.gioco, è chiaro che a sinistra siamo carenti, come a destra viste la botta di Laverone a Palermo e la ricaduta di Pecorini. Ora dobbiamo stare in trincea”. I lupi sono nella zona pericolosa ma al momento non devono sperare negli altri: “Abbiamo comunque la fortuna di avere il destino nelle nostre mani. Non penso che il Carpi sia dimesso, nasconde la contententezza di essersi salvato, poteva fare di più per l’organico. Per noi la gara del Cabassi è un crocevia. Noi siamo decimi in casa e penultimi fuori, non riesco a capire questo Avellino double face. Abbiamo ancora il tempo per cambiare, in trasferta c’è la necessità di fare punti ed è nelle nostre corde”.

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