Cambia il format della B ufficialmente: tre retrocessioni, ma si resta a 20

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La Serie B è l’obiettivo dell’Avellino e, nell’augurata possibilità che possa risalire in un torneo che maggiormente le compete di diritto, la squadra irpina dovrà prepararsi ad un campionato come sempre lungo e pieno di insidie e rimonte. Il format della Serie B 2021/2022 cambia, ma il numero di partite resta lo stesso: 38 con l’aggiunta di eventuali playoff e playout.

La situazione attuale: VAR solo ai playoff. Tre promozioni e quattro retrocessioni

Tanti nomi per la Serie B: campionato cadetto, Serie A2 quando le contendenti meriterebbero altri palcoscenici, e ancora la A delle “piccole” o “il campionato degli italiani”; ma altrettante sono state le formule a cui le squadre di B si sono dovute adeguare nel corso delle stagioni. In alcune edizioni della Serie B, dal primo campionato ‘29-’30, le squadre a partecipare al torneo sono state 16, in altre addirittura 60 divise su tre gironi, e poi ancora 54 nell’immediato dopoguerra. Il format attuale è in vigore dalla stagione 2019/2020 e prevede la partecipazione di 20 club che si affrontano in un girone all’italiana con andata e ritorno per aggiudicarsi o la promozione diretta, prima e seconda, o partecipare ai playoff (dalla terza all’ottava classificata). La situazione è pressoché identica nella lotta per non retrocedere, che quest’anno tecnici, esperti e quote delle scommesse calcio prevedono in bilico fino all’ultimo minuto, Entella a parte: quattro le squadre che retrocedono in Serie C, di cui le ultime tre in maniera diretta, mentre la quartultima e la quintultima vanno ai playoff a meno che il distacco fra le due superi i quattro punti. La Serie B, in termini di supporto arbitrale e in particolare parlando di VAR, aveva fatto però un passo indietro. Il sistema per la rilevazione digitale di irregolarità per aiutare l’arbitro nelle decisioni più difficili è stato ufficialmente introdotto in cadetteria soltanto per le partite di playoff, cosa che cambierà dalla prossima stagione.

La formula in vigore dalla stagione 2021-2022

Cambieranno le pretendenti, fra cui tutti i tifosi irpini sperano figuri l’Avellino, ma sono soprattutto due le modifiche principali che verranno apportate all’attuale secondo campionato di calcio maschile per importanza in Italia. Questi due cambiamenti sono frutto di un lungo lavoro mosso dalla voglia di innovazione e ristrutturazione di tutto un sistema, che è partito con la nazionale e avrà ripercussioni, si sperano positive, fino alla Serie C. Le parole di Gravina a febbraio sono state a dir poco sorprendenti: il rieletto presidente della FIGC ha parlato di due gironi in verticale da 20 squadre ciascuno a creare una sorta di B2 con 40 squadre. Lo scetticismo aveva colto di sorpresa più di un addetto ai lavori, considerato che una tale modifica avrebbe logicamente portato a intervenire su tutti i campionati dalla A a quelli “minori”. Dopo mesi di lavoro è emerso che la stagione di B 2021-2022 prevederà sì due modifiche sostanziali, ma non della portata di quelle proposte da Gravina: sarà introdotto il VAR in maniera definitiva per tutte le 38 partite di campionato a sostegno delle terne arbitrali e le squadre retrocesse dalla B alla C passeranno da quattro a tre, tante quante le promozioni in massima serie.

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Questa rappresenta un’ottima possibilità per le neopromosse; l’Avellino lanciatissimo verso la B non può farsi sfuggire quest’occasione. Aumenta praticamente in maniera matematica l’opportunità di rimanere in Serie B per un altro anno, così da poter davvero programmare il futuro prossimo, cosa che in Irpinia urge da anni.

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