Campania, nuova legge sul commercio

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“Tutelare il consumatore non vuol dire avere i panettieri aperti o meno la domenica o se imbustare o no il pane, ma dipende dal fatto che ogni venditore deve sottostare al controllo qualità che si fa obbligatoriamente al di là dei buoni propositi, sarebbe necessario pensare che in materia di produzione e vendita di pane ci siano ulteriori disposizioni che prevedano un registro e un marchio di qualità, che distinguono tra pane industriale e pane artigianale al fine di tutelare il pane fresco prodotto e commercializzato in giornata”.

Sul dibattito aperto in queste ore sulla nuova legge regionale in Campania sul commercio, e della vendita del Pane in particolare, è intervenuto il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, che ha dichiarato, tutelare il consumatore non vuol dire avere i panettieri aperti o meno la domenica o se imbustare o no il pane, ma dipende dal fatto che ogni venditore deve sottostare al controllo qualità che si fa obbligatoriamente. Al di là dei buoni propositi, sarebbe necessario pensare che in materia di produzione e vendita di pane ci siano ulteriori disposizioni che prevedano un registro e un marchio di qualità, che distinguono tra pane industriale e pane artigianale al fine di tutelare il pane fresco prodotto e commercializzato in giornata. Obiettivo sarebbe di promuovere e tutelare chi fa il pane fresco in giornata, a vantaggio dei consumatori e di chi continua a praticare il mestiere del fornaio coniugando tradizione e qualità. Regolamento, registro e marchio di qualità sono gli strumenti che una buona legge potrebbe utilizzare, per fare chiarezza e a regolare in modo trasparente la concorrenza tra forni e punti vendita, tra panifici artigianali e aziende che commercializzano prodotti precotti o congelati, premiando così la qualità del pane impastato, lievitato e sfornato in giornata. Per valorizzare i panifici che sfornano prodotti tipici, espressione delle tradizioni culturali e culinarie della Campania e in particolare della provincia di Napoli bisogna prevedere l’istituzione del marchio “Forno di Qualità – Pane Fresco Napoletano” e di un registro regionale delle specialità tipiche del territorio.

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