Camposano: Antonio Giuliano, vincitore tra gli sconfitti.

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La politica è fatta di numeri. Per quanto si possano passare ore ed ore a disquisire sull’etica, la giustizia sociale, le idee ed i programmi, il cuore ha una piccolissima parte in questa commedia. Un figurante. La programmazione e la propaganda, che funzionano solo se attuate con i tempi giusti, non troppo prima e non troppo a ridosso delle elezioni, un pochino di presenza sui social e molta sui territori, tra la gente, sono le vere carte vincenti. Bisogna stringere le mani, sporcarsele. Togliere la giacca e fare dei risvolti alle maniche della camicia. E poi? E poi non basta. Bisogna organizzare la rete, le persone che possono influenzare piccoli e medi bacini di voti. Fare squadra, investire nelle persone più che nei manifesti e nelle pubblicità. Così poi funziona, ma alla fine della corsa, ciò che conta sono i numeri.
A tal proposito, a Camposano è andata in scena una guerra fratricida tra consiglieri di opposizione o ex tali, candidati al consiglio regionale della Campania. Questa è stata un’ennesima prova del fatto che in politica non si può scegliere il posto che si vuole occupare ma è invece sempre la sedia a scegliere chi far accomodare. È capitato, in passato, di eleggere consiglieri regionali con poche migliaia di voti. Forse questo ha spinto un po’ troppa gente a provarci. Solo un paio di settimane fa, Pasquale Sommese, non proprio un novellino della materia, mi diceva queste testuali parole: – bisogna essere presenti su tutti i territori della provincia per aspirare ad essere eletti. Con duemila voti è un tredici al vecchio totocalcio…-
Pura verità. Infatti, la sua neonata creatura, per l’occasione ben rappresentata nella provincia di Napoli dove con un exploit fuori dalla grazia di Dio si aggiudica addirittura due seggi, uno dei quali occupato dal giovane figlio Giuseppe e presente addirittura anche nelle altre province della Campania, si rivela, contro ogni infondato e nefasto pronostico, una strategia più che vincente.
Non tutti però possono contare su una rete territoriale tanto radicata e consolidata da anni di governo regionale. Ragion per cui, alcune candidature risultano servire più come banco di prova o come termometro politico a livello locale. Un test per i progetti politici a livello comunale direi. Accade così che, per tornare alla piccola e ridente Camposano, feudo del super mediatico sindaco Barbato, questa tornata elettorale finisca per legittimare con la forza dei numeri la più che probabile candidatura a sindaco di Antonio Giuliano, candidato di Forza Italia con Caldoro presidente, che con ben 501 voti nel paese dov’è consigliere di opposizione, diventa per forza di cose l’alternativa da contrapporre al sindaco uscente alle elezioni comunali del 2021. Un progetto che in qualche modo è stato avviato già dalle dimissioni dalla maggioranza di alcuni consiglieri che si sono avvicinati a lui, come testimoniano alcune foto sui social di riunioni e incontri tra Giuliano ed ex membri della maggioranza capitanata da Barbato come Ciro Attanasio, anch’egli candidato in queste regionali ma nello schieramento opposto in appoggio a De Luca nelle lista +Campania in Europa, portando a casa solo 91 preferenze a Camposano. Risultato sicuramente al di sotto delle aspettative ma da attribuire sicuramente anche alle presenza di tre candidati in un paese di meno di quattromila votanti dove anche la candidatura tra le fila di fratelli d’Italia di Carmela Rescigno, che per la seconda, incredibile volta, sfiora il seggio (l’altra volta come deputata), ha sicuramente fatto la sua parte con le sue 288 preferenze nel comune di Camposano.
Alla fine della battaglia restano i numeri. Con quelli ci puoi fare ciò che vuoi ma non sono interpretabili. I numeri sono numeri e si leggono in un solo modo. Saper fare politica vuol dire saperli leggere, e penso che Giuliano non abbia perso perso l’occasione di farlo…

FELICE SORRENTINO

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