CASO MONEY GATE. Chiesta la retrocessione per Avellino e Catanzaro, mercoledì la sentenza di primo grado.

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di Lucio Ianniciello

Pesanti le richieste a carico di Avellino e Catanzaro nel processo money gate tenutosi oggi a Roma presso il Tribunale Federale Nazionale relativamente alla presunta combine tra i due club risalente al 5 maggio 2013. Il fardello accusatorio è impiantato sulla retrocessione all’ultimo posto per irpini e calabresi negli attuali campionati, in aggiunta 3 punti di penalizzazione nel prossimo torneo. L’imputazione è responsabilità diretta e oggettiva. In casa Avellino inoltre la Procura Federale ha chiesto: 6 anni di inibizione per il Presidente Taccone più una multa da 70mila euro, 5 anni di inibizione per il direttore sportivo De Vito più una multa da 60mila euro. Sul versante catanzarese 5 anni di inibizione e 70 mila euro di multa per l’ex Presidente Giuseppe Cosentino, 4 anni e 60mila euro per Armando Ortoli, per l’ex attaccante Andrea Russotto 3 anni e 50mila euro, per gli ex dirigenti Francesca Muscatelli e Marco Pecora, deferiti per omessa denuncia, 6 mesi e 30mila euro cadauno.

La sentenza di primo grado sarà resa nota mercoledì 20 dicembre. Il legale dei lupi Eduardo Chiacchio non si spaventa, anzi ha già calato una carta importante nella sua arringa cioè il proscioglimento del Tribunale Federale Nazionale nei confronti di Cristiano Doni. L’ex Atalanta fu coinvolto nel presunto illecito sportivo sulla gara Crotone – Atalanta del 22 aprile 2011. CASO MONEY GATE. Chiesta la retrocessione per Avellino e Catanzaro, mercoledì la sentenza di primo grado.Il quadro probatorio è scarso, ciò potrebbe giocare a favore dei due team.

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