Ciarambino: “Professioni sanitarie, istituire dirigenze anche in Campania”

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Forum al Corriere, con Luigi DiMaio e Valeria Ciarambino - Forum al Corriere, con Luigi DiMaio e Valeria Ciarambino - fotografo: Pressphoto

Mozione della vicepresidente del Consiglio regionale: “Legge inattuata solo nella nostra regione a venti anni dall’istituzione”

“A oltre vent’anni dalla sua istituzione, la Campania è l’unica regione in Italia a non aver dato ancora attuazione alla legge 251 del 2000 che sancisce, una volta per tutte, l’autonomia delle professioni infermieristiche, ostetriche, tecnico-sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione, definendone proprie gerarchie e dirigenze. Sebbene la legge sia stata recepita dalla nostra regione nel 2001 e nonostante due successivi decreti commissariali, del 2008 e del 2013, ribadissero l’obbligo per i direttori generali di istituire una dirigenza delle professioni infermieristiche autonoma dai medici, ad oggi questa disposizione risulta ancora disattesa. Eppure parliamo di professionisti che, specie negli ultimi anni, hanno raggiunto alti livelli di formazione universitaria e post universitaria, ma che continuano a essere considerati alla stregua di assistenti o sottoposti dei medici, spesso diretti da figure provviste di specifiche competenze”. Così la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino, che ha presentato una mozione con la quale chiede al Consiglio regionale di impegnare la giunta regionale “ad agire presso tutte le Asl e i presidi ospedalieri regionali, con ogni atto e iniziativa, affinché siano istituiti i servizi delle professioni in applicazione di una legge nazionale che, a distanza di venti anni, soltanto in Campania non ha trovato ancora applicazione”.

“Allo stesso modo – prosegue Ciarambino – chiedo che non siano autorizzati piani del fabbisogno del personale, se non contemplino ruoli di dirigenti delle professioni sanitarie in numero adeguato all’organizzazione aziendale. Solo così possiamo restituire dignità a figure che, per professionalità e competenza, hanno fornito un contributo fondamentale nella lotta al Covid, migliorando nello stesso tempo la qualità e l’organizzazione dell’assistenza”.

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