CICCIANO. LA Uildm a fianco del piccolo Carlo Maione. I genitori: “Nostro figlio ha diritto di utilizzare lo scuolabus come i suoi compagni”. La vicenda finisce in Tribunale

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Il Presidente della UILDM Cicciano, Giovanni De Luca, sta affrontando in questo ultimo periodo una  “battaglia di diritto”, affinchè siano garantiti a tutti eguali diritti. ” Tante persone si sono unite a noi! Riteniamo che una buona politica deve avere come punto di riferimento la Costituzione italiana e la stessa ci ricorda all’art.3 che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale ed è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale evitando così di creare discriminazione” – afferma De Luca. “Purtroppo, riscontriamo che il Sindaco dott. Giovanni Corrado e la sua maggioranza sono completamente indifferenti alle problematiche delle quali sta vivendo in prima persona il piccolo Carlo Maione e la sua famiglia. Questa irresponsabilità e poco senso istituzionale esprime a chiare lettere la suddivisione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B che in un Paese civile non può esistere. Noi diciamo NO a questa politica di non inclusione sociale”.
Sul punto intervengono anche i genitori del piccolo, la mamma Mena Manzi e il papà Benedetto Maione i quali affermano: “A nostro figlio Carlo, di 8 anni, alunno con disabilità fisica della Scuola Primaria “ F. Pontillo” di Cicciano (Na), viene negato, ogni giorno da molti anni, l’accesso allo scuolabus comunale, che seppur tappezzato con tanto di contrassegno ed adesivi per disabili, in realtà non è attrezzato per il trasporto degli alunni con disabilità fisica. Con l’inizio della scuola primaria Carlo ha chiesto con insistenza di arrivare a scuola con i propri compagni e di ritornare a casa assieme a loro, crescendo sente sempre più l’esigenza di stare e confrontarsi con i suoi coetanei, non volendo perdersi neppure i 30 minuti, questo il tempo della corsa da scuola a casa con le varie fermate. Diritto di ogni bimbo, ma che a nostro figlio Carlo non è permesso! Così ci rivolgiamo alle Istituzioni comunali di competenza, che sono tenute per legge ad assicurare e garantire il servizio di trasporto scolastico, le quali con estrema difficoltà, tenuto conto del deficitario equilibrio di bilancio comunale,( ci sentiamo sempre rispondere: “il Comune non ha i soldi per comprare un nuovo scuolabus per disabili né personale specializzato per l’assistenza durante il trasporto!!”) riescono nel 2019 ad acquistare uno scuolabus usato con pedana per disabili.- Il detto scuolabus non passa il collaudo di rito, e, al fine di poterlo utilizzare (intanto era stato acquistato!!) viene eliminata la pedana elettronica, per cui superato il collaudo, è stato usato dall’Amministrazione comunale, tenuto conto della situazione di emergenza dovuta alla pandemia, durante l’anno scolastico 2019/2020 e il successivo anno 2020/2021, ma senza poter essere utilizzato da Carlo e dagli alunni con disabilità. Con estrema difficoltà, avendo una sola auto, ci siamo organizzati per poter portare nostro figlio a scuola durante questi anni e garantire il suo diritto allo studio, ma non certamente il suo diritto all’inclusione sociale e in particolar modo quella scolastica.  Dal mese di novembre del 2020 si è interessato del disagio che il piccolo Carlo vive, e noi con lui, l’Associazione Uildm ( Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) di Cicciano nella persona del Presidente Giovanni De Luca, che con due richieste inviate a mezzo pec al Comune di Cicciano, nella persona del Sindaco e dei settori di competenza, ha chiesto un incontro e dei chiarimenti rispetto alla situazione del trasporto scolastico per gli alunni con disabilità in particolare ha denunciato la discriminazione sociale che subisce il piccolo Carlo, a queste due si è aggiunta la richiesta del garante regionale della disabilità, del difensore civico regionale ed anche i consiglieri di opposizione ha richiesto un consiglio comunale straordinario per discuterà della faccenda, dopo una diffida da parte dei consiglieri di opposizione, hanno deciso di mettere il consiglio comunale, ieri si è svolto, ma i consiglieri di maggioranza hanno ribadito che il piccolo Carlo può solo prendere il taxi sociali e non lo scuolabus. ogni giorno il piccolo Carlo è costretto a subire quest’ingiustizia, per cui abbiamo deciso di portare la vicenda in Tribunale facendoci assistere per garantire il diritto allo studio e all’inclusione scolastica di nostro figlio dall’Avv. Michela De Risi del Foro di Nola, che si occupa dei diritti delle persone con disabilità e tutela delle fasce deboli.
Sul punto interviene anche l’avvocato Michela De Risi: “Quale difensore del piccolo Carlo, stante il silenzio dell’Amministrazione Comunale rispetto alla oramai nota vicenda, sottolineo che il trasporto scolastico, quale obbligo gratuito ed inderogabile posto a carico dell’ Ente Comunale per le scuole di grado inferiore, è strumentale all’adempimento del diritto allo studio dell’alunno con disabilità. Ragion per cui, tale diritto, ad oggi negato, del piccolo Carlo di recarsi a scuola con uno scuolabus omologato e dotato di pedana elettronica per disabili, deve essere tutelato nelle competenti sedi giudiziarie per garantire non solo a Carlo, ma a tutti gli alunni con disabilità, l’inclusione scolastica e il diritto all’istruzione senza alcuna discriminazione, sulla base delle uguali opportunità, in ossequio alla nostra Carta Costituzionale e in adesione alla Convenzione dell’ONU sui Diritti delle Persone con disabilità”.
CICCIANO. LA Uildm  a fianco del piccolo Carlo Maione. I genitori: Nostro figlio ha diritto di utilizzare lo scuolabus come i suoi compagni. La vicenda finisce in Tribunale CICCIANO. LA Uildm  a fianco del piccolo Carlo Maione. I genitori: Nostro figlio ha diritto di utilizzare lo scuolabus come i suoi compagni. La vicenda finisce in Tribunale CICCIANO. LA Uildm  a fianco del piccolo Carlo Maione. I genitori: Nostro figlio ha diritto di utilizzare lo scuolabus come i suoi compagni. La vicenda finisce in Tribunale CICCIANO. LA Uildm  a fianco del piccolo Carlo Maione. I genitori: Nostro figlio ha diritto di utilizzare lo scuolabus come i suoi compagni. La vicenda finisce in Tribunale

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