CIMITILE. 8 Marzo: l’uomo dovrebbe ambire ad essere donna… (e tu forza, non mollare!)

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Festa? No, festa proprio no. Sarà una giornata in onore o dedicata alle donne, ma festa è un’altra cosa. Oggi è un giorno triste per me che scrivo e per una comunità di persone che sta vivendo con apprensione, speranza e paura la notizia di una giovane ragazza che, dopo essersi buttata dal secondo piano della sua abitazione, sta lottando per quella stessa vita da cui silenziosamente ha cercato di fuggire.
Ma chi sono le donne? Cosa sono? Ce lo chiediamo mai?
Vogliamo le quote rosa perché altrimenti nessuno o quasi voterebbe una donna. Vogliamo dire presidentessa perché altrimenti presidente suona irrispettoso verso il genere. Vogliamo dimostrare che le donne sono uguali agli uomini e facciamo gli scandalizzati davanti a chi asserisce il contrario ancora adesso, nel 2021. Un po’ come chi ci tiene a dire di non essere né razzista né omofobo. Se non lo sei che bisogno c’è di specificarlo? Ma che ancora stiamo a dividere gli esseri umani per gusti e colore? Non si può sentire nel 2021. Io però voglio gridare che l’uomo e la donna non sono uguali: la donna è meglio! Se l’uomo imparasse dalla donna a convivere con il dolore, con la tristezza, con la frustrazione, con le paure, ma sempre restando lucidi e lungimiranti, empatici e programmatori oltre che fantasiosi è un po’ sognatori, l’uomo potrebbe ambire alla parità dei sessi e non ci sarebbe bisogno di un giorno dell’anno da dedicare al culto di chi ci mette al mondo. Il mondo stesso sarebbe migliore. Oggi però no. Oggi è triste. Vedi di farcela ragazza! Devi! E anche tu donna di un altro posto del mondo che in questo momento stai soffrendo. E anche tu, tu e tu. Tutte voi salvatevi, e poi salvateci…

Felice Sorrentino

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