CIMITILE. “Forza, c’è speranza. Ti aspettiamo”

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Ci sono stati degli interventi. Più di uno, al cuore, alla testa. Forse però, sul cuore e la testa di questa povera ragazza bisognava intervenire prima, quando ancora non guardava giù, attratta dal baratro. Lungi da me colpevolizzare qualcuno, soprattutto la famiglia e i suoi affetti. Scrivo perché la conosco da tanti anni e non riesco a mettere giù due righe asettiche per fare informazione. Lascio parlare le emozioni e lascio agli altri giornalisti i comunicati freddi sul caso. La vita corre veloce come un’auto coi finestrini aperti, più corri e più volano via i fogli sul cruscotto. Si mescolano, e spesso vengono risucchiati fuori dall’abitacolo. Ma noi corriamo, andiamo di fretta. Dobbiamo raggiungere degli obbiettivi o rincorrere le nostre occasioni non curanti dei ricordi e dei legami che perdiamo per strada perché il fine è più importante. Molte volte però, accade che arrivati all’appuntamento scopriamo di essere stati illusi o che per quello che vi troviamo non era valsa la pena correre e perdere quei fogli. Torni indietro per ritrovarli ma il vento li ha portati via. Allora resti solo. Più solo. Senza nemmeno più i tuoi fogli.
Ormai crediamo che per mantenere un rapporto basti un like, un commento sui social. È tutto troppo veloce. Basterebbe una telefonata ma non abbiamo il tempo. Maledetto smartphone! Crei l’inganno di una vita piena di amici mentre si è soli davanti allo schermo come davanti allo specchio.
Se nessuno conosce il motivo profondo di tale gesto, vuol dire che nessuno la conosceva. O almeno non più. Ma nessuno ci conosce. Ormai temiamo il giudizio più della morte ed è questa la società di oggi.
La mia è solo amarezza. Sono colpevole come tutti e nessuno. Magari si riprenderà ed io mi dimenticherò di nuovo di lei. Noi tutti lo faremo. E lo faremo anche se non si riprendesse perché questo siamo. Dobbiamo correre.
La sua famiglia però non dimenticherà mai, nel bene e nel male questi giorni in apnea. In questi casi, più giorni passano più si avvicina la possibilità di dichiararla fuori pericolo. Gli interventi sono riusciti. Magari ne verranno altri. Magari no, magari non serviranno. Quello che serve però è non dimenticare, in nessun caso.
Tu sei forte. Aggrappati a chi ti ama ed emergi dalle acque anche per loro. Ti aspettano! Ma ti aspettano davvero.

Felice Sorrentino

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