CINEMA: le atmosfere che ricordano il Partenio nel film d’animazione “Mary e il fiore della strega”

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Film molto grazioso dello studio Ponoc, in sala dal 14 al 20 giugno e distribuito da Lucky Red. Nello studio Ponoc sono confluiti molti animatori dello Studio Ghibli (Totoro, La città incantata, Il castello errante di Howl), di conseguenza non sono pochi gli elementi che vi riporteranno ai classici Ghibli.
Il film è la trasposizione di un libro, La piccola scopa di Mary Stewart. Molto curato nelle animazioni, stende ai suoi spettatori una fiaba leggera ma non tediosa: Mary, bambina dai capelli rossi, trova un fiore magico nel bosco (che ricorda non poco il Piano di Lauro o il Campo di Summonte) inseguendo due gatti, Tip e Gib; il fiore magico le darà poteri e grazie a una scopa volante si ritroverà catapultata in un ateneo per apprendiste streghe.
Qui le verranno illustrati i vari corsi di studio per maghi: il più difficile è una branca della magichimica, la magia metamorfica. Con i suoi capelli rossi Mary è avvantaggiata: pare che disporre di un rosso malpelo sia garanzia per essere delle streghe di prim’ordine. Le cose però non scorrono come previsto, e dovrà salvare l’amico Peter e anche uno dei due gatti. Dello stesso regista, Hiromasa Yonebayashi, ci sono Arrietty (2010) e Quando c’era Marnie (2014.

Consigliato a: ragazze con i capelli rossi che non amano i loro capelli, chi ha un debole per i capelli rossi, chi vuole sentirsi elegante con un film d’animazione Ghibli&Co e a chi in cerca di film ambientalisti, perché in questo film ci sono molti scenari nella natura.
E il fiore della strega con un po’ di impegno sul Partenio lo troviamo.

Valentina Guerriero

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