COMIZIANO. Napoletanità e attualità nel presepe itinerante. Foto

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COMIZIANO. Napoletanità e attualità nel presepe itinerante. FotoVivida e splendida performance di teatro popolare nella rappresentazione della Natività di Gesù. Intensa la partecipazione della comunità cittadina, che conto poco più di mille abitanti. Un centinaio i figuranti, ragazzi, ragazze, giovani e meno giovani impegnati nella recitazione di un testo, che connette i valori del nobile tradizione della napoletanità con le problematiche dell’attualità. L’ambientazione e gli spazi del racconto nelle Corti dei palazzi che conservano ancora integri tratti dell’architettura rurale, un tempo peculiare e connotativa dell’intera area nolana. Le guide alle stazioni del Presepe itinerante Pulcinella, Virgilio e Carlo di Borbone, interpretati in bello stile e limpida fficacia da Sergio Spampanato, Ferdinando Mascolo e Angelo Aliperti. La manifestazione promossa dalla civica amministrazione, guidata dal sindaco Paolino Napolitano e dalla Pro Loco, presieduta da Teresa Tortora.

di Gianni Amodeo (Fotoservizio di Michele Miele)

COMIZIANO. Napoletanità e attualità nel presepe itinerante. FotoLa chiave ispiratrice è nell’idea, con cui Lina Wertmuller, oltre dieci anni orsono realizzò il Presepe di Pulcinella, a Napoli. Una rappresentazione per vari aspetti innovativa e provocatoria, con cui la regista de “I basilischi”, “Mimì metallurgico ferito nell’onore”, “ Pasqualino Settebellezze”, per citare soltanto alcune delle più note e pregiate chicche del suo vasto album di produzioni, che focalizzano con vibrante e sottile ironia i comuni e i vizi della società italiana, specie tra gli anni ’60 e ’80, raccontò la Natività di Gesù senza indulgere agli stereotipi del piatto conformismo e della banale e stucchevole genericità. Un racconto calato nella realtà presente, fissandone le contraddizioni e le criticità sociali, giocando con i fatti di cronaca, rivisitati con i registri della sorridente e bonaria comicità e della sottile satira, avvalendosi dei filtri della popolare e popolaresca tradizione del Presepe napoletano, in versione settecentesca.

COMIZIANO. Napoletanità e attualità nel presepe itinerante. FotoA Comiziano quell’idea della rappresentazione “diversa”, ma viva e autenticamente emozionante, della Natività ha colpito nel segno, tra i giovani di allora, diventati …padri, e di adesso; un’idea pienamente recepita e fatta propria dagli uni e dagli altri, traducendola in teatralità en plein air con tocchi di fresca ed ariosa originalità, evitando ogni forma di banale imitazione. Ed è un merito di particolare risalto, tanto che l’idea è stata fatta crescere e lievitare di anno in anno con progressivi miglioramenti ed arricchimenti tematici. Un filo di progressiva evoluzione, che con l’allestimento scenografico della narrazione della Natività nelle Dueserate sulle quali è appena calato il sipario, ha toccato il traguardo della dodicesima edizione.

E’ l’approdo, che ha fatto registrare un ulteriore e significativo “salto di qualità”, sia per la spettacolarità espressa, sia per l’assetto logistico, con cui il Presepe itinerante si è snodato lungo via Raffaele Napolitano, l’asse viario che attraversa in tutta la sua lunghezza il cuore del centro abitato. Un lineare tracciato, quello di via Raffaele Napolitano, su cui si affacciano palazzi che conservano i tratti distintivi dell’architettura rurale del tempo andato, contrassegnati dagli alti portali ad arco in pietra vulcanica e piperno, con le caratteristiche ampie corti e gli androni pavimentati in basolato bianco e grigio. Come per dire, una eccellente scelta di ambientazione e dislocazione di spazi, secondo le peculiarità del teatro popolare, su cui innestare e ravvivare la rappresentazione, trasformando il centro urbano nel grande ed attraente Presepe della Natività, con la buona ed incisiva scrittura dei testi, a cura di Sergio Spampanato, regista dell’intera macchina scenografica e recitante, oltre che interprete di un Pulcinella pungente e frizzante.

COMIZIANO. Napoletanità e attualità nel presepe itinerante. Foto“E’ stato fatto un importante e notevole lavoro di preparazione- ha affermato Marianna Giugliano, attrice versatile e certamente una delle più vivaci “anime” e protagoniste del Presepe itinerante-mobilitando un centinaio di figuranti, tra bambini, bambine, giovani e meno giovani. E credo che stiamo vivendo non soltanto un’interessante esperienze di amicizia e animazione sociale, ma anche e soprattutto belle performances d’arte, tanto più considerevoli, se si sottolinea che sono iniziative vissute all’insegna del volontariato, coniugando impegni di lavoro e studio con la cultura teatrale”.

LE STAZIONI DEL MICROCOSMO PRESEPIALE.  VIRGILIO, PULCINELLA E CARLO DI BORBONE: GUIDE SPECIALI

COMIZIANO. Napoletanità e attualità nel presepe itinerante. FotoDi bell’effetto l’apparato scenografico e dei costumi, con i venditori che decantano i prodotti alimentari disposti sulle “bancarelle” con lustrini accattivanti, ma ancor più attraenti le Stazioni dell’itinerario del Presepe, tutte aperte e accoglienti negli squarci delle belle Corti dei palazzi affacciati su via Napolitano. Una sequenza di Stazioni di vita vissuta tra sonorità musicali, canti natalizi, cori, balli, ma soprattutto rese attrattive dalle recitazioni delle laboriose lavandare, dei sontuosi e prestigiosi maccaronari e delle maliziose cuoche di grande bravura nella cucina povera e in quella della grande tradizione culinaria napoletana, delle ciarliere e loquacissime “capere” artiste dell’”inciucio ”, del pettegolezzo maldicente e dell’”ultima notizia”, dei tenaci pastori, dei laboriosi contadini, delle provocanti e sfrontate prostitute. Un microcosmo di palpitante umanità, in cui si raccontano vicende di ieri e della corrente attualità dei nostri giorni.

COMIZIANO. Napoletanità e attualità nel presepe itinerante. FotoE’ il microcosmo, reso realistico dalla “invenzione” delle Tre guide speciali, con i costumi di Virgilio, Carlo di Borbone e Pulcinella, a cui davano voce e anima con fine interpretazione Ferdinando Mascolo, Angelo Aliperti e Sergio Spampanato; un trio ben assortito di giovani, in ottimi rapporti con la cultura classica, grazie anche alle declamazioni del bel latino dell’Eneide di VirgilioMascolo, oltre che con la storia, con il pregevole riferimento a Carlo di Borbone e alla leggenda de “L’anello del re”. E il terminale dell’itinerario era dato dalla Stazione della Natività, in una giostra di luci multicolori e con la classica e plastica scena di Gesù che nasce nella mangiatoia, tra l’asino e il bue, tra Maria e Giuseppe, scena classica, con il contrappunto del Cantastorie, che, meditando sulle miserie e sulle violenze del tempo che viviamo, fa appello ai valori dell’amicizia e della solidarietà, da vivere per una vita degna di essere vissuta nella semplicità, senza superbie, arroganze e prepotenze.

COMIZIANO. Napoletanità e attualità nel presepe itinerante. FotoUn Presepe itinerante, ideato e realizzato con tanta passione e tanto entusiasmo, quello ch’è andato in scena a Comiziano. Certamente da ammirare e tra le migliori rappresentazioni del genere in Campania. Un bel messaggio, che testimonia al meglio lo spirito civile della piccola e laboriosa comunità cittadina.

“Siamo stati impegnati per vari mesi- dice Teresa Tortora, la giovanissima presidente della Pro Loco- per preparare al meglio l’ evento, come già abbiamo fatto negli anni precedenti. E’ stato compiuto un profondo studio di approfondimento e di ricerca storica sui temi da proporre e recitare, per fare interagire molteplici elementi in piena e ben amalgamata contaminazione. Un lavoro impegnativo, tutto basato sul volontariato. E ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione della manifestazione. L’appuntamento è per l’edizione del 2017. Cercheremo di fare di più e meglio”.

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