COME COMPORTARSI CON LE CATENE DI SANT’ANTONIO

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M. ROSA –  A distanza di pochi giorni ho ricevuto ben due richieste di trasmissione ad altre nove persone di due immaginette (sant’Antonio e Madre Teresa) con relativa preghiera e promessa di “grazie” speciali. Come comportarmi?

Queste “catene” non hanno nulla da spartire né con la fede cristiana né con i santi. Sono tuttavia vere catene che, come tutte le superstizioni, schiavizzano le persone con la paura. Esse, infatti, non si fondano sulla parola di Dio e la pratica del Vangelo, ma su improbabili forze oscure e vendicative che agirebbero in base al numero e alla materiale esecuzione di alcuni precisi gesti. «La superstizione è la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone… Può anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio quando si attribuisce un’importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2111). Di fronte a queste proposte che offendono Dio e i santi non si perde tempo e tanto meno ci si fa messaggeri di una religiosità insana e deleteria.

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