Il Comune di Avellino batte cassa e Taccone risponde con una nota.

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di  Lucio Ianniciello

Va avanti la controversia stucchevole tra Comune di Avellino e Us Avellino. L’ente di Piazza del Popolo ha fatto un conto complessivo di ciò che spetta alla società calcistica per i lavori effettuati presso lo stadio Partenio Lombardi e di ciò che sono invece i debiti della stessa. Ebbene, all’Us Avellino sarebbe riconosciuta una somma di 300 mila euro, escluso il Partenio B, che rientrerebbe nel conteggio solo con la crescita dell’erbetta. Ciò ha affermato l’assessore al Patrimonio Paola Valentino. Il credito che  vanterebbe l’Avellino sarebbe in questo modo ben lontano da quanto richiesto dal Presidente Walter Taccone, circa 1,2 milioni di euro. Per quanto riguarda invece i canoni pregressi, il Comune del capoluogo irpino batte cassa, la cifra è stata stimata in 900 mila euro. Ci sarebbe anche un termine di 15 giorni per adempiere a questa richiesta e per decidere se il pagamento da parte dell’Us Avellino può essere effettuato in un’unica soluzione o attraverso rateizzazione. Il tutto mentre ferve l’importante trattativa in seno alla società calcistica della cessione delle quote intorno al 70 – 80% ad Italpol, facente riferimento al gruppo Gravina. In relazione a questi ultimi sviluppi il Presidente Walter Taccone ha diramato una nota, eccola qui sotto.

“Nella qualità di Presidente dell’U.S. Avellino, mi ritrovo trascinato in una polemica tanto unilaterale quanto inutile a proposito dello stadio Partenio – Lombardi. Gli organi di stampa riportano, tra le altre, un’affermazione , che avrebbe fatto un’assessore del comune di Avellino e che sarebbe testualmente la seguente: “…ora Taccone deve pagare”, facendo così immaginare che l’Avellino Calcio abbia finora utilizzato chissà quali artifici giuridici per non effettuare i propri adempimenti. Avevo all’inizio pensato di non perdere tempo a controbattere, ma voglio che i nostri tifosi (i quali,  peraltro,  conoscono ormai questa storia a memoria) non abbiano il  minimo dubbio su come stanno le cose. Il nome dell’Avellino e mio personale non possono essere impunemente menzionati a sproposito.

I fatti sono:

  1. L’Unione Sportiva Avellino 1912 s.r.l. e il Comune di Avellino hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa, in base al quale il Comune di Avellino entro il 29 aprile 2017 avrebbe dovuto quantificare  l’importo delle spese sostenute dall’ “Unione Sportiva Avellino 1912 s.r.l. “  per lavori ed opere realizzati ed installate presso  lo stadio  “Partenio-Lombardi“ di Avellino. Ad oggi ciò  non è ancora avvenuto in modo completo!
  2. Per alcune voci abbiamo spiegato le motivazioni per le quali debbano esserci rimborsate. Ebbene, non solo non sono state contabilizzate,  ma non sono state indicate le motivazioni per le quali non sono state contabilizzate!
  3. Abbiamo presentato un piano di rateizzazione per i canoni 2017/2018 e lo stiamo regolarmente pagando!

A differenza di altre occasioni, nelle quali, anche su consiglio dei miei professionisti, avevo soprasseduto rispetto a dichiarazioni inopportune,  in questo caso dico: ora basta!

Solo due giorni fa ero a Roma, dove ho incontrato l’amministratore e i proprietari del gruppo Gravina,  che ha un fatturato di circa 120 milioni di euro all’anno, per perfezionare la cessione di una parte delle mie quote, al fine di consentire all’Avellino, che tutti noi (o quasi tutti…) amiamo, di ambire a traguardi sempre più ambiziosi.

Quanto le suindicate dichiarazioni, simili a fastidiose punture di zanzara, facciano bene ad una trattativa così delicata, è ovviamente chiaro a tutti.

Qualcuno vuole artificiosamente creare situazioni di conflitto con l’Unione Sportiva Avellino: finora le abbiamo evitate, in quanto i nostri professionisti le hanno giudicate giuridicamente inutili e controproducenti per entrambe le parti, ma, se proprio qualcuno ci trascina, finalmente potremo utilizzare tutti gli argomenti che la legge ci mette a disposizione e che finora per correttezza,  essendoci un dialogo aperto tra le parti, non abbiamo menzionato.  Chiunque infanga o ha infangato il buon nome mio e dell’Unione Sportiva Avellino ne risponderà in ogni sede.

Una ulteriore riflessione: se non vengono considerate le migliorie strutturali eseguite (tornelli, videosorveglianza, ecc..) chiunque potrebbe pensare che, poiché sono di proprietà della U.S. Avellino, queste migliorie potrebbero essere tolte, con conseguente mancata omologazione dello stadio per le gare ufficiali. E’ questo che vuole il Comune di Avellino, che si troverebbe nella condizione di non poter più utilizzare la struttura per nessuna gara di calcio professionistico? O è questo che vuole solo una parte ben circoscritta del Comune di Avellino?

Chiedo inoltre di sapere se l’amministrazione comunale e il sindaco condividono forma e modi più volte utilizzati dall’assessore in questa vicenda.

Da parte mia, confermo l’impegno, volto a consolidare uno dei pochi patrimoni di cui si può vantare questa provincia: l’Avellino Calcio”.

Il presidente   prof. Walter Taccone

 

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