Comunicato stampa autonomi e partite iva – Campania

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Ancora una volta la nostra categoria, Autonomi e Partite IVA, sta vivendo un periodo d’incertezza ed insicurezza, in un senso di totale abbandono, sensazione che conosce da anni e che l’emergenza Corona-virus ha solo accentuato. La andemia sta evidenziando ancora una volta la vulnerabilità della nostra categoria e del sistema economico italiano, a causa delle scellerate scelte politiche che sono state adottate fino ad oggi, indistintamente dai colori politici, e che anche questo Governo non accenna a cambiare.

In queste settimane abbiamo ascoltato tanti bei discorsi, sia tramite canali social e sia tramite TV, nazionale ed internazionali; con belle parole sono stati sbandierati aiuti a destra e manca, sono state promesse azioni concrete per supportare le nostre attività, per salvaguardare le nostre aziende, per salvaguardare milioni di posti di lavoro.

Premettendo che i Vostri Decreti fin qui emessi, a nostro avviso risultano inadeguati per salvare l’integrità e la già precaria condizione delle imprese italiane, per salvaguardare i tanti posti di lavoro a rischio, per sostenere i costi fissi che, a prescindere dal blocco da Voi imposto, rimangono interamente a nostro carico; si, perché per noi in termini di costi fissi, non è cambiato nulla.

Affitti dei locali commerciali, degli studi professionali, dei capannoni ecc., utenze, scadenze, pagamento dei contributi, tributi comunali ed altre spese oltre agli adempimenti burocratici/fiscali che ogni settore deve rispettare in mole spesso sproporzionata rispetto alle proprie dimensioni, TUTTO QUESTO E’ RIMASTO QUASI INALTERATO; solo qualcosa è stata prorogato, non annullato e quindi dovrà essere versato interamente nelle casse dello Stato; ciò senza tener conto minimamente della totale assenza di entrate e del lockdown che ha colpito l’intera Nazione, dalle industrie al settore terziario.

Tutti i settori hanno risentito in maniera drammatica delle conseguenze dell’emergenza sanitaria, dalla ristorazione al turismo, dal commercio al dettaglio alla filiera manifatturiera, dal settore agricolo a quello edile, ma anche tanti altri settori hanno registrato perdite come quello vivaistico, il commercio all’ingrosso, il settore del Made in Italy, sino agli studi professionali, chi più chi meno è stretto nella morsa di questa crisi economica unica per intensità e durata.

Ad oggi, nonostante tutto, le Vostre rimangono solo parole, si belle, incoraggianti, ma solo parole.

Siamo stanchi di essere ancora una volta umiliati, calpestati e dimenticati, trattati come gli ultimi della classe, noi che contribuiamo al sostentamento della spesa pubblica in misura determinante, sostenendo tutti i servizi essenziali esistenti e di cui tutti usufruiscono.

Paghiamo i Vostri sprechi, sprechi che ammontano a più di 200 miliardi annui, sprechi che a Voi non fa comodo ricordare ma che noi tocchiamo con mano ogni giorno. Sprechi che se fossero coretti in un piano di lavoro serio e lungimirante darebbero lavoro a milioni di cittadini, abbassando realmente il tasso di disoccupazione italiano ed aumentando il benessere sociale.

Oggi, dopo tanti vuoti discorsi, VOGLIAMO PRESENTARE LA NOSTRA PROTESTA, una protesta civile e silenziosa, ma significativa per tanti versi, con la quale esternare l’attaccamento alle nostre aziende, alle nostre attività, ai nostri studi professionali, alle nostre imprese che ogni giorno con sacrificio, dignità e asfissiante carico burocratico-fiscale portiamo avanti.

VOGLIAMO far capire alla nostra classe politica che noi non ci stiamo, non siamo d’accordo ancora una volta con il Vostro modo di trattarci, con il Vostro modo di gestire il Paese e gestire le nostre vite, perché dietro ognuno di noi c’è un essere umano, carico di tante responsabilità prima fra tutte qualcosa d’importantissimo e sacro, ovvero la famiglia.

MANIFESTO PER LA PROMOZIONE DI UNA PROTESTA PACIFICA

Il presente manifesto è rivolto alle aziende del settore ristorazione, commercio, turistico alberghiero, ricettività, ricreativo, ed a tutti i settori coinvolti dalle chiusure forzate decretate dal governo per fermare il contagio COVID-19.

Premesso che la salute pubblica è e deve essere al primo posto per tutti, ed il nostro primo pensiero è rivolto alle persone ed ai famigliari delle persone che stanno oggi combattendo contro questo terribile nemico, e le nostre preghiere rivolte a chi ha perso la battaglia, abbiamo pensato di realizzare una manifestazione per far ascoltare la nostra voce, la voce delle aziende più colpite dalla emergenza economica.

Proponiamo alle Associazioni di Commercianti, Partite Iva ed Autonomi, Imprenditori di tutta Italia l’organizzazione di una protesta pacifica realizzata mediante l’apertura delle nostre attività, tenendo le luci accese e con all’interno presente solo il titolare, dotato di tutti i presidi medici e DPI necessari, nel pieno rispetto dei DPCM emanati per la tutela della salute propria ed altrui, in quanto chi sarà all’interno dei locali sara lì per lavoro, per controllo e vigilanza, per verifica del corretto funzionamento di frigoriferi, congelatori, beni, attrezzature necessarie alla messa in sicurezza dei locali ecc.

Ognuno farà un video in cui analizzerà uno dei punti indicati.

 Richieste al Governo per il periodo di chiusura imposto

Contributo a fondo perduto dal mese di marzo fino alla riapertura per:

  • Fitto dei locali commerciali;
  • Utenze (acqua, luce, gas, telefono);
  • Quota parte del mancato utile da calcolare sul 50% del 15% del fatturato;
  • Quota parte della rata di ammortamento degli investimenti da calcolare su bilancio dell’anno precedente;
  • Quota parte delle materie prime ammalorate, scadute, o di beni invendibili per fine stagione

o per altri motivi validi, calcolata sul 60% del valore in fattura.

VALUTAZIONI per Riapertura per la Fase 2:

A nostro avviso bisogna valutarne l’opportunità e l’utilità ed eventualmente finanziare le attività con misure adeguate in quanto non conviene, soprattutto a ristoranti, bar, attività ricreative, turistico alberghiere, negozi, e quanti altri non menzionati ma rientranti tra le attività a rischio, riaprire con le condizioni indicate nei disegni di legge in studio e quindi con una capacità limitata al 25% del numero di persone da poter ospitare, o per i negozi di far accedere pochi clienti per volta, la limitazione dell’uso dei camerini, la limitazione dell’uso dei banchi, e la costosa sanificazione dei locali da effettuare almeno 4 volte al giorno.

SOSTEGNO ECONOMICO alla Riapertura Fase 3:

  • Abbattimento del cuneo fiscale con azzeramento dei contributi sui lavoratori per 3 anni (applicazione L.407/90);
  • Abbattimento dell’80% di tasse locali, regionali, statali;
  • Abbattimento totale del carico fiscale su bollette ed utenze;
  • Abolizione TARI e TARSU e ogni onere comunale per tutto il 2020;
  • Sospensione cartelle Agenzia della Riscossione e di qualsiasi agente della riscossione e pace fiscale per il 2020.
  • Azzeramento tributi, contributi e acconti per il 2020, per necessità di liquidità e di rilancio attività per il 2021.

Le richieste degli operatori dei settori più colpiti dalle chiusure forzate sono poche e precise. Non servono crediti d’imposta e prestiti bancari. I primi sono inefficaci in questo momento in quanto le aziende, fatturando zero, non hanno nessuna tassa o contributo da versare se non quelli dell’anno precedente ma, alla data del versamento, le imprese potrebbero non esistere più.

I prestiti bancari garantiti dallo stato, confezionati con il DL Liquidità, con un pre ammortamento di 2 anni ed un periodo di rientro di 6, troppo breve, finirebbero per indebitare ulteriormente le imprese, già deboli, che si troveranno ad operare in un mercato ad economia ridotta. Inoltre il Decreto Liquidità prevede un impegno, in caso di richiesta dei prestiti garantiti, di mantenimento degli stessi livelli occupazionali pre pandemia, il che risulterà impossibile con le condizioni a contorno.

Il rischio per l’economia del nostro Paese, infatti, è che il 70/80% delle imprese dei settori indicati che rappresentano il 35% del PIL italiano non riaprirebbero o fallirebbero dopo pochi mesi, la Forza lavoro sarà ridotta al 20% di quella pre pandemia, con una disoccupazione impressionante che farà crollare la domanda interna in quanto non ci sarà più capacità di spesa, innescando la più grande e profonda crisi dal dopoguerra. Si arriverà a non poter erogare gli stipendi e le pensioni statali.

 

LO STATO INTERVENGA SUBITO CON MISURE ADEGUATE O NESSUNO RIAPRIRÀ ED I POCHI CHE LO FARANNO FALLIRANNO DOPO POCHI GIORNI

Per finanziare queste misure lo stato potrà mettere mano finalmente agli sprechi che, secondo uno studio della CGA di Mestre, ammontano a 200 miliardi l’anno, ma basterebbero 50 miliardi per far fronte a questa emergenza epocale.

 

AIUTI CONCRETI ADESSO, ALTRIMENTI CHIUDEREMO PER SEMPRE!!!

 

DIFFONDERE IL PRESENTE MANIFESTO A QUANTE PIU’ PERSONE POSSIBILI

 

LA PRESENTE MANIFESTAZIONE E’ STATA ORGANIZZATA IN STRETTA COLLABORAZIONE TRA IL MOVIMENTO AUTONOMI E PARTITE IVA – CAMPANIA E L’A.C.S. ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI PER SALERNO

 

 

 

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