Coronavirus. Carmine Grasso: “Gestione sanitaria dell’epidemia fallimentare”.

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Il post del medico chirurgo del Frangipane di Ariano Carmine Grasso.

Non è testa sotto la sabbia! Quello lo fanno gli struzzi per istinto!
Si è volontariamente voluto sostenere sempre la stessa linea, anche se sbagliata! Nonostante siano passati due mesi dai contagi iniziali e nonostante, gran parte dei pazienti, superata la “selezione naturale” dopo essersi ammalati, si siano negativizzati, non si è fatto nulla per tracciare il contagio. Il territorio è stato lasciato nel più completo abbandono. Non curare i paucisintomatici a casa e non scovare gli asintomatici, che comunque hanno continuato ad essere fonte di contagio, ci porta oggi a continuare a registrare un numero sostenuto di positivi ai tamponi.
A chi sia servito e a chi serve questo voler sminuire la gravità ed il numero dei contagi? Lo dico io: non serve a nessuno è solo il non voler ammettere una inadeguatezza del servizio sanitario sia per numero di addetti, sia per professionalità e sia per le scarse capacità gestionali.
Come in Lombardia, si è privilegiato gli ospedali, case di cura ed i ricoveri, creando posti letto dedicati ai casi Covid senza avere nemmeno la capacità di mettere in sicurezza pazienti ed operatori. A tutt’oggi gli operatori ospedalieri non vengono sottoposti ad un doveroso screening con i tamponi. Si è preferito fare test rapidi, che non hanno nessun signicato diagnostico, anziché controllare gli operatori che avevano avuto contatti accertati con colleghi che si erano ammalati. Ancora più grave il non screenare con tamponi periodici il personale che ruota (con i turni) sia in reparti covid che non covid . Sulla individuazione di percorsi intraospedalieri distinti ancora poco o nulla si fa concretamente.
La gestione sanitaria sul territorio dell’epidemia da coronavirus è stata fallimentare perché non è esistita nè la indagine epidemiologica, nè la sorveglianza attiva. Inizialmente i tamponi naso faringei, richiesti dai medici di base non venivano praticati se non in occasione di ricovero ospedaliero. I familiari di soggetti positivi, non sottoposti a tampone, venivano invitati ad osservare la quarantena. La comunicazione ai medici territoriali di messa in quarantena dei pazienti ha coinciso spesso con la data di fine osservazione. Quindi gli eventuali contatti di pazienti positivi non sono stati ricercati, ne tracciati e ne sorvegliati nonostante le numerose richieste dei medici di base ai quali, invece, si rispondeva che il tampone era riservato solo ai sintomatici Tardiva l’istituzione delle USCA, il cui fine è quello di collaborare alla cura e sorveglianza dei casi covid a domicilio, ma che attualmente sprecano tempo e danaro con i test rapidi.
Più di un vantaggio probabilmente ci sta a non aver fatto i tamponi: meno consumo degli stessi (Costo 30 euro contro i 15 dei test rapidi!), meno positivi al test, meno allarmismo, meno pazienti ad intasare corsie e pronto soccorso, meno soste per il 118 alle tende pre-triage, meno morti ufficialmente Covid-19 (i deceduti in casa per Covid-19 non sono mai stati diagnosticati).
Gli svantaggi sono sicuramente per cittadini, operatori sanitari e per l’economia: aumenta il numero di morti, si stanno allungando i tempi per il contenimento dell’epidemia, non si ha tutt’oggi un tracciamento dei contagi e quindi tutt’ora non si conoscono i famosi “secondari” (termine coniato per noi!), che secondo le stime dovrebbero essere almeno 4-5 volte il numero dei positivi. Non siamo a conoscenza se coloro che dovranno presto dedicarsi ad attività a contatto con il pubblico siano stati sottoposti a tampone, lo stesso vale per gli impiegati e per gli operai delle varie aziende, né sappiamo se per questi ci sarà la possibilità immediata di test con tampone e misure di isolamento al primo sintomo.
Ancora oggi i cittadini aspirano alla messa in sicurezza che dovrebbe essere garantita per diritto dalla costituzione.

Dott. Carmine Grasso- Ex capogruppo PD in Consiglio Comunale di Ariano Irpino

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