CORONAVIRUS. La grande fuga dal nord. I numeri di chi ha fatto autodenuncia nell’agro Nolano. Troppo pochi

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La fuga di notizie con conseguente esodo dal nord.  Un decreto che spaventò migliaia di persone “emigrate” da tempo nell’intento di inseguire la chimera della stabilità lavorativa che la propria terra non gli poteva promettere. Accade così che sabato 7 marzo, di sera, la stazione di Milano è invasa da meridionali preoccupati di rimanere bloccati lontano da casa chissà per quanto tempo. I treni si affollano e portano al sud ragazzi carichi di valigie e di “cariche” esplosive che potranno (come no) detonare nelle regioni fino ad allora non colpite dal virus.
Le domande sono tante: Hanno denunciato tutti il proprio arrivo ai comuni di residenza? Quelli che lo hanno fatto ora sono in quarantena con la propria famiglia? E ancora: Siamo sicuri che gli appartenenti a quei nuclei familiari non escano per fare compere di prima necessità Sono domande che ogni singolo e impaurito cittadino si pone e alle quali urge dare una risposta. Il sud, fino a qualche giorno fa, assisteva da spettatore al continuo aumento dei contagi nelle regioni focolaio. È fatto obbligo di acquisire e mettere a disposizione delle forze dell’ordine e dell’unità di crisi regionale, dei Comuni e delle Asl i nominativi dei viaggiatori relativamente alle tratte provenienti da Milano o dalle Province indicate nel decreto del Presidente del Consiglio “con destinazione aeroporti e le stazioni ferroviarie, anche dell’Alta Velocità del territorio regionale”. Questa l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Un intervento forte ma che trova una falla nel problema dell’essere asintomatico oltre a quello di essere messo veramente in pratica. Questo maschera il fatto di aver potuto portare con se la possibilità di contagiare gli altri come di fatto è successo a Santa Anastasia e ad Ottaviano, dove membri della famiglia sono stati contagiati da un parente arrivato dalla Lombardia. Infatti, la mancanza di un tampone ai quasi 20.000 arrivi potrebbe essersi rivelata l’ennesima mossa sbagliata oltre che una serissima (anche se costosa) occasione di prevenzione mancata.
Qui sotto riportiamo i dati forniti dai comuni del Nolano in cui si dichiara il numero di auto-denunciati “evasi” dalle regioni del nord Italia e a quali l’Asl non ha ritenuto “necessario” effettuare un tampone a scopo precauzionale.
Cimitile: 7
Camposano: 7
Comiziano: 1
Cicciano: 10
Casamarciano: 3
Roccarainola: 15
Nola: 21
Felice Sorrentino

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