COVID E SUICIDI. In Veneto 3200 telefonate al numero antisuicidi

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Il Covid e le conseguenze che ha generato sul lavoro ha moltiplicato in questi mesi attacchi d’ansia e depressione. Emilia Laugelli, responsabile del Centro Antisuicidi voluto dalla Regione Veneto nel 2012 per fronteggiare i casi degli imprenditori che si toglievano la vita a causa della crisi economica, parla di numeri importanti. Pare che da marzo alla fine di quest’anno le richieste di aiuto sono state oltre 3.200 e sono per lo più uomini, incapaci di reagire con equilibrio a quanto sta accadendo, scrive la Laugelli. Dal 2012 il numero aveva registrato complessivamente 11.300 telefonate, tranne poi riscontrare una pericolosa impennata nel 2016 per le tante persone truffate dalle banche che avevano visto evaporare i risparmi di una vita. Una regione dove sono tante le piccole e medie imprese presenti, le cui difficoltà economiche, oltre a ricadere sui proprietari delle stesse, si riversano anche o soprattutto sui loro dipendenti ed operai che devono comunque confrontarsi con un costo della vita mediamente più alto. Sussidi spesso insufficienti e ritardi nei pagamenti della CID stanno portando al limite molte famiglie che vedono lontana la fine della crisi dovuta al covid che solo oggi in Veneto ha visto scendere il numero dei contagiati sotto i mille dopo un lungo e complicato periodo.

Felice Sorrentino

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