Cresce il numero di amministratori sotto tiro: in Campania i più esposti tra Napoli e Avellino

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Ogni giorno in Italia sindaci, assessori, consiglieri comunali, dirigenti e dipendenti pubblici ricevono minacce. Incendi, lettere anonime, aggressioni fisiche, spari alle abitazioni, utilizzo di ordigni, offese e fake news veicolate vigliaccamente tramite i social network. Intimidazioni criminali o di stampo mafioso, a volte perpetrate anche da comuni cittadini. Con questo hanno a che fare quotidianamente tante donne e tanti uomini che ricoprono un ruolo politico-amministrativo.
Avviso Pubblico, che monitora e registra dal 2011 le minacce e le intimidazioni agli amministratori locali e al personale della Pubblica Amministrazione, ha presentato a Roma, l’edizione 2017 del Rapporto “Amministratori sotto tiro”.
La novità che emerge è il sensibile aumento delle minacce attraverso i social network. E se gli incendi, di auto o di abitazioni restano la tipologia di intimidazione più comune, l’uso dei social network balza dal 3 al 9 per cento.
L’identikit dell’amministratore sotto tiro resta quello del sindaco di un Comune medio-piccolo del Sud Italia. Nel 13 per cento dei casi sono donne. Nel 2017 è stata la Campania, con 86 casi censiti, la regione più colpita con un preoccupante + 36 per cento rispetto all’anno precedente. A seguire Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna. Al sesto posto la Lombardia, prima regione del centro-nord. Tra le città le più colpite sono Napoli e Avellino, seguite da Reggio Calabria, Siracusa e Cosenza. Nel 16 per cento dei casi le intimidazioni sono avvenute in Comuni già sciolti per mafia.

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