Cultura e territorio. Serata al “Biancardi” di Avella in scena, Antigone Barracano, tragedie nel Rione Sanità

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di Gianni Amodeo

 Si alzerà in serata -alle ore 20,30– il sipario del “Biancardi” per la rappresentazione di “Antigone Barracano, tragedie nel Rione Sanità”, con testo di Franco Scotto (foto); un viaggio metateatrale che costituisce un’interessante operazione culturale di rivisitazione, analisi ed approfondimenti sui temi caratterizzanti i profili della giustizia intesa nel senso più nobile e alto da concepire e praticare, quale idealità primaria che nutre e alimenta l’incivilimento e la sociale convivenza nella promozione della dignità degli uomini senza alcuna distinzione etnica e razziale, politica ed economica. E’ il principio della giustizia assoluta e universale, di cui le leggi e la loro applicazione nella generalità dei processi storici- ieri come oggi– non sono portatrici e interpreti, costituendo, invece, lo specchio di unilaterali visioni ideologizzate e di situazioni contingenti, ma anche e soprattutto di cristallizzati rapporti di forza e degli equilibri dei poteri che si instaurano nell’organizzazione delle società e delle istituzioni che le governano, così come i semafori regolano e disciplinano il traffico veicolare.

Su questa traccia, il testo di Scotto pone in scena il mondo antico della tragedia di Antigone, raccontata da Sofocle, e il mondo della Napoli contemporanea, narrata dal teatro di Eduardo De Filippo con la commedia in tre atti “Il sindaco del Rione Sanità”. Una contaminazione che annulla le distanze temporali, tanto che il personaggio centrale dell’opera sofoclea Antigone assume il cognome Barracano, che identifica all’anagrafe Gennaro, il sindaco che fa da arbitro e amministra la “giustizia” nel Rione Sanità , il potente a cui la gente comune fa ricorso per risolvere le proprie “tragedie” che sono i casi più disparati di vita familiare, sentimentale e d’altro ancora.

Antigone è la vittima sacrificale di quella che potrebbe chiamarsi “la ragione di Stato”, di cui Creonte, re di Tebe, è la plastica e inesorabile rappresentazione, ma è anche la simbolica testimone e proiezione del mondo che ruota intorno a Gennaro Barracano e alle udienze che concede ai postulanti che richiedono i suoi interventi, i suoi consigli e le sue … sentenze su controverse vicissitudini di vita dei nostri giorni, seguendo propri criteri e paradigmi. E sullo sfondo resta il grande e spinoso tema della giustizia che umanizza, vanificando la sete del potere per il potere, gli egoismi e i particolarismi, tema fa che porre tante domande, alle quali il “Viaggio metateatrale” ideato da Franco Scotto cerca di dare risposte. Un intento e un obiettivo che danno senso compiuto al testo, articolato nel doppio registro linguistico del racconto in lingua e in dialetto napoletano.

Interpreti di “Antigone Barracano, tragedie nel Rione Sanità” giovani attori e attrici, già impegnati in modo proficuo e con meritati consensi di critica sulle scene teatrali regionali ed extra-regionali. Sono Antonio Lippiello, Jessica Anna Festa, Mirko Mugnano e Lorenza Purcaro. La regia è di Franco Scotto, l’allestimento è della cooperativa “Proteatro”.

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