Cultura in lutto, il cordoglio di Nola. La scomparsa di Aldo Masullo, testimone del tempo

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Testimone di un tempo di profonde e grandi trasformazioni sociali, politiche, economiche e di costume, ha compiuto un lungo itinerario di vita, Aldo Masullo, tagliando il 12 aprile scorso , il giorno della Pasqua, il traguardo dei 97 anni, mentre l’umanità vive i frustranti tormenti e le vorticose inquietudini innescate dal morbo del covid19 e dalla sua terribile contagiosità. E da perspicace ed acuto filologo, qual era da fine conoscitore delle lingue classiche, proprio in occasione del compleanno a chi, per dir così, gli chiedeva contezza del covid19, aveva risposto, associando il significato etimologico di greco antico di pandemia, ovvero l’epidemia che colpisce tutti, senza concedere sconti e spesso letale, con quello della panpatia, corrispondente alla sofferenza che indistintamente accomuna tutti gli esseri umani a fronte dell’aggressività del morbo; aggressività che esige e impone la comune e condivisa capacità di umana resistenza, per affermare il senso della vita. Un monito a resistere.

E’ stato un itinerario esistenziale, quello di Aldo Masullo, vissuto intensamente, con la formazione culturale, filtrata dall’acquisizione delle lauree in Filosofia e in Giurisprudenza e, più ancora, nel fecondo, inesausto e inesauribile rapporto con il mondo delle idee e dei saperi, promuovendone la conoscenza e la diffusa circolazione, in tutti gli ambiti e spazi praticabili e possibili. Un rapporto dispiegato, con la profondità e ampiezza di dottrina e la ricchezza argomentativa e di discorso che gli erano peculiari, sia nell’esercizio della docenza di Filosofia teoretica nella Federico II, di cui era professore emerito in Filosofia morale, sia nella varia e vasta pubblicazione di saggi e articoli giornalistici, distillando e scomponendo l’attualità e le sue problematiche sociali in analisi e riflessioni puntuali e persuasive per fissarne una prospettiva d’insieme, sia nell’attiva partecipazione al dibattito pubblico sui valori e sugli ideali della società libera e aperta; una partecipazione che aveva trasfuso nell’impegno politico quale deputato e senatore nel Parlamento nazionale, oltre che nel Parlamento europeo, in rappresentanza della Sinistra indipendente, con candidature nelle liste del Partito comunista italiano. Una funzione politica correlata alle istanze dei territori e delle comunità dell’area nolana e Napoli.

E su quest’ultima traccia s’incrociano Nola, la città di Giordano Bruno, del cui pensiero e opere Aldo Masullo è stato interprete ed analitico divulgatore, e la città di Partenope; le città che gli avevano conferito nel 2014 e nel 2018 i titoli della Cittadinanza onoraria. Un riconoscimento forte e di grande valore per Masullo, che a Nola ha trascorso larga parte dell’età giovanile, frequentando il Liceo classico statale “Giosuè Carducci”, mentre Napoli è stata la città in cui ha vissuto per oltre mezzo secolo. Un ponte di collegamento ininterrotto e diretto tra i due contesti, costantemente percorso da Masullo; ponte simbolico, nel segno della più autentica napoletanità quale humus culturale che guarda al mondo e si apre all’umanità senza pre-clusioni e pre-giudizi.

E quali idealità e visioni abbia espresso e rappresentato Aldo Masullo con le sue opere filosofiche nell’Agorà accademica mondiale, un’eloquente testimonianza si registrò nella decima edizione del Meeting Le 2ueCulture, la sequenza d’ Incontri internazionali che si svolge annualmente ad Ariano Irpino, la città del Tricolle, nel quadro delle attività di ricerca di Biogem, coniugando i valori della cultura umanistica e della cultura scientifica nella complessa rete di relazioni del Terzo Millennio. L’intera sessione pomeridiana di relazioni e studi – con l’intervento di scienziati- dell’8 settembre del 2018 fu dedicata ad Aldo Masullo, quale omaggio in coincidenza con il suo 95.mo compleanno. Temi della sessione: I limiti della vita sulla Terra e i confini dellabitabilità dellUniverso e Leonardo da Vinci 500 anni dopo (1519-2019): lUniverso dei suoi manoscritti. E la coordinazione della sessione fu di Silvano Onofri, docente dell’Università della Tuscia, e di Paolo Salluzzi, direttore del Museo Galileo Galilei e direttore dell’Istituto della Storia delle Scienza di Firenze. Una finestra dischiusa su The blue marble, la plastica rappresentazione sferica della Terra– la biglia blu illuminata dal Sole nella cui galassia gironzola- fotografata nello Spazio dall’equipaggio dell’Apollo-17, nel dicembre del 1972. Una proiezione verso l’Età spaziale.

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