Domenica 1 ottobre si è tenuto il 7th raduno Mini Amalfi Coast 2017 targato Mini Passion Campania. FOTO

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di Alessia Conte

Domenica 1 ottobre in quel di Amalfi si è tenuto l’annuale raduno di Mini d’epoca targato Club Mini Passion Campania, attualmente unico Club ufficiale. La giornata per gli amatori ed i partecipanti è iniziata abbastanza presto, di buon ora le Mini provenienti da tutta Italia sono state radunate all’uscita autostradale Angri Sud sulla Napoli-Salerno per poi raggiungere insieme la tanto rinomata Costiera Amalfitana. In una bellissima giornata d’autunno queste piccole bomboniere sono state ammirate e fotografate dalla gente presente sul posto che entusiasta chiedeva spiegazioni sui motori e l’assetto ai proprietari orgogliosi che sfoggiavano i loro gioielli.
Giunti ad Amalfi i partecipanti si sono deliziati con una speciale colazione in Piazza ed hanno potuto visitare il Duomo, successivamente sempre a bordo delle Mini si sono recati a Positano dove hanno potuto gustare un ottimo pranzo su una terrazza sul mare.
La giornata è trascorsa in allegria e si è conclusa con una caccia al tesoro dove i primi tre vincitori sono stati premiati con ricchi premi, mentre tutti i partecipanti hanno ricevuto simpatici gadget ed un ricordo di Positano.

La giornata è stata organizzata dal
Presidente: Giuseppe di Crescenzo
Vicepresidente: Paolo Canzano
Amministratore Antonello Cappiello
Un raduno, quindi, all’insegna della passione per le Mini, dell’amicizia e del buon cibo vissuta nella più totale spensieratezza ed allegria.

Ma leggiamo un po’ di storia della protagonista della giornata: la Mini.
Il 26 Agosto 1959: nasce la Mini e con essa la storia di un mito che ha percorso la storia del Vecchio continente su quattro ruote.

Prima generazione
La crisi del Canale di Suez nel 1956 porta ad un aumento dei prezzi dei carburanti. Il pubblico chiede vetture compatte e non troppo assetate e la risposta inglese arriva nel 1959 con la Mini, progettata da Alec Issigonis. Quattro posti comodi in poco più di tre metri di lunghezza e un motore anteriore (come la trazione) trasversale che consente di lasciare all’abitacolo e al bagagliaio l’80% della superficie complessiva del veicolo.
Motori da 0,9 a 1,3 litri e una gamma destinata a diventare sempre più ricca: nel 1960arriva la Van (in commercio fino al 1982), nel 1961 la station wagon (denominata Traveller o Countryman, in vendita fino al 1969) e la sportiva Cooper, nel 1963l’aggressiva Cooper S (che si aggiudica ben tre Rally di Monte Carlo – 1964, 1965 e 1967) mentre nel 1964 tocca alla Moke, creata inizialmente per l’esercito britannico ma troppo poco alta da terra per offrire buone prestazioni in fuoristrada.
Dal 1965 al 1975 la citycar inglese viene prodotta su licenza e venduta in Italia dalla Innocenti. Le Mini “nostrane” hanno una dotazione più ricca, hanno un prezzo più abbordabile e hanno un’affidabilità superiore di quelle di Oltremanica.

Seconda generazione
Nel 1967 la Mini si presenta sul mercato con la griglia ridisegnata, il lunotto posteriore più grande e altre modifiche stilistiche. La Clubman del 1969 non è la variante familiare bensì un facelifting, prodotto fino al 1980, caratterizzato da un frontale più moderno (ma anche meno aerodinamico), da una dotazione più ricca, da un prezzo maggiorato e da una sicurezza più elevata.

Terza generazione
Nel 1969 debuttano i vetri discendenti e le portiere più grandi ma le sospensioni sono meno raffinate.

Quarta generazione
La vettura rimane invariata mentre continuano a cambiare solo alcuni dettagli: nel 1976viene rivista la strumentazione e debutta la calandra in plastica nera.

Quinta generazione
Nel 1984 è la volta di due importanti innovazioni tecniche: i freni a disco anteriori e le carreggiate più larghe.

Sesta generazione
Nel 1990 la scocca viene rinforzata, nel 1991 ritorna la Cooper dopo un’assenza ventennale dovuta al rifiuto di pagare i diritti sul nome alla società vincitrce di quattro Mondiali F1 (due Piloti e due Costruttori) nel 1959 e nel 1960 mentre nel 1993 tocca alla Cabriolet. Nel 1994 BMW acquista il marchio Rover e comincia a lavorare al progetto di un’erede della citycar britannica.

Settima generazione
L’ultima Mini “originale”, prodotta dal 1996 fino al 4 ottobre 2000, si distingue per la presenza dell’airbag guidatore, del motore ad iniezione elettronica e delle barre antiintrusione nelle portiere.

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