ELEZIONI. Regionali 2020, l’analisi del voto di Gianluca Martone

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Caro Direttore, vorrei soffermarmi sull’esito delle recenti consultazioni regionali e referendarie, che hanno determinato l’affermazione dei governatori uscenti nelle Regioni coinvolte, tra cui la nostra Campania, con il netto successo di De Luca con il 70% dei consensi, fatta eccezione per le sole Marche con il trionfo del candidato di Fratelli d’Italia Acquaroli,  e la vittoria del si al Referendum Costituzionale sul taglio dei Parlamentari, con la netta percentuale anche in questo caso del 70% per il si. Vorrei comunque operare alcune riflessioni sull’esito di questo voto, che sarà ricordato soprattutto per essere il primo ( e si spera anche l’unico) fatto in tempo di emergenza sanitaria legata al Covid. 1) Rispetto alle elezioni europee dello scorso anno, che sancirono il trionfo della Lega di Salvini con il 34% dei consensi su media nazionale dal Nord al Sud del Paese, si è riscontrato un evidente arretramento del partito leghista soprattutto in Puglia e Campania, dove la Lega ha perso oltre il 15% dei consensi. Ritengo che il motivo di questo evento sono addebitali a tre fattori: 1) La scelta dei due candidati governatori in Puglia e Campania è stata discutibile, in quanto sia Caldoro in Campania che Fitto in Puglia rappresentavano un passato già bocciato dall’elettorato e, pertanto, sarebbe stata molto difficile la loro affermazione, considerando inoltre che, in questi tempi di coronavirus, chi detiene il potere parte già molto avvantaggiato, potendo far leva sulla paura e sulla preoccupazione dei cittadini. Quindi, dopo la sconfitta in Emilia Romagna, Salvini ha ceduto alle pressioni di Berlusconi e della Meloni, accettando la candidatura di due personalità politiche ormai ampiamente compromesse con l’elettorato, che non costituivano certamente la novità attesa nelle due principali Regioni del Mezzogiorno. Cosa ben diversa si è verificata in Toscana, dove il Pd ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per sconfiggere la grintosa e brava Susanna Ceccardi, ottimo sindaco di Cascina ed europarlamentare della Lega dallo scorso anno, che ha impensierito fino alla fine la corazzata della sinistra, in una Regione nella quale negli anni scorsi non vi era assolutamente partita. Cio’ rappresenta una buona base da cui lavorare per il futuro. 2) Molti voti ottenuti dalla Lega lo scorso anno sono andati ai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, in uno spostamento di consensi all’interno della stessa coalizione che va analizzato con attenzione. Per quale motivo i cittadini hanno preferito il partito della Meloni alla Lega al Sud? Ritengo che la risposta vada ascritta in particolare a cio’ che è stato offerto agli elettori in questa campagna elettorale. Se la Lega com’è avvenuto si è ripiegata completamente su posizioni nazionalistiche e sovraniste anti immigrazioniste, rinunciando completamente alla battaglia storica sul federalismo fiscale e regionale, mai cosi necessaria come in questo difficile periodo, è chiaro che gli elettori hanno preferito votare il partito originale di queste tematiche e non la copia sbiadita e incoerente. 3) Altro motivo del calo della Lega al sud, ma anche in Toscana, è stato determinato ancora dalla delusione di molti lettori per le dimissioni di Salvini lo scorso anno da Ministro dell’Interno e, soprattutto, dal fatto che, in questi ultimi mesi, a parte l’immigrazione, la politica di Salvini si è discostata di poco o nulla da quella del Governo Conte bis in tempi di covid, con l’opposizione che, soprattutto in materia di referendum costituzionale, è praticamente sparita. In questi ultimi giorni, addirittura e in modo preoccupante per chi lo scorso anno e non solo ha dato fiducia alla Lega di Salvini, si è sentito su indicazione di Giorgetti la possibilità concreta che la Lega possa uscire dal fronte sovranista in Europa per entrare nel PPE. Questa operazione di evidente natura massonica mira a distruggere il partito leghista dall’interno e farne perdere completamente la credibilità all’elettorato, che lo scorso anno aveva votato con un plebiscito nazionale Salvini e i suoi candidati. 2) Altro aspetto da rimarcare in queste consultazioni è la netta affermazione dei governatori uscenti, sia di destra che di sinistra, in tutte le Regioni chiamate a rinnovare i consigli regionali. Tutto cio’ è stato soprattutto determinato dal Coronavirus, che ha creato un clima di paura e di preoccupazione presso i cittadini, accentuato da una campagna in molti casi di terrorismo sanitario attuata dai media, che ha causato percentuali bulgare di consensi per i governatori uscenti, appoggiati in molti casi da moltissime liste, come Zaia in Veneto, De Luca in Campania, Toti in Liguria, Giani in Toscana ed Emiliano in Puglia. 3) In queste consultazioni, si è avvertito comunque lo spirito di questa chiesa bergogliana, che ha naturalmente appoggiato il PD, soprattutto in Campania e in Puglia, con il fatto che la gente, privata della dimensione spirituale dell’esistenza, è unicamente concentrata ad evitare di ammalarsi e di morire, dimentica della speranza di Vita Eterna della Resurrezione di Nostro Signore Gesu’ Cristo. E questo costituisce indubbiamente il dato piu’ drammatico di tutta la vicenda legata al Covid. 4) Dopo gli anni di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, il PD di Zingaretti che sembrava avviato al tramonto, grazie anche all’appoggio dei poteri massonici finanziari, di cui è parte integrante, e della Magistratura, ha mantenuto il Governo di tre Regioni importantissime come Toscana, Puglia e Campania, con la quasi certezza di restare al potere per i prossimi tre anni fino al 2023. Tutto cio’ va analizzato soprattutto nel fatto che il PD ha potuto e puo’ contare sull’appoggio dei Cinque Stelle, i cui elettori come si era verificato già in Emilia Romagna sono risultati decisivi in Toscana e in Puglia con il voto disgiunto. Cosi in un’alleanza caratterizzata da scambi di favori per la conservazione del potere e delle poltrone( il PD per mantenere le Regioni rosse, mentre i Cinque Stelle  per portare a casa la vittoria del si al Referendum), è potuto accadere questo inaspettato risultato, con la vicenda di Bibbiano ormai dimenticata e sepolta, dato che le coscienze morali in questi due partiti non esistono piu’. Infatti bisogna rimarcare che in Liguria, l’unica Regione in cui il Pd e i Cinque Stelle si sono alleati, come avvenne in Umbria, Toti ha stravinto con il 20% di consensi di vantaggio. La tecnica subdola del voto disgiunto paga di piu’ rispetto al fatto di presentarsi assieme,  fattore che viene sistematicamente punito dagli elettori. 5) Il Movimento Cinque Stelle è ufficialmente divenuto la stampella del PD per ogni evenienza. Sparito praticamente in tutte le Regioni, con il solo successo del si al Referendum ottenuto senza alcuna vera opposizione, e già questo fatto costituisce un evento di inaudita gravità, nei prossimi anni da partito anti casta per sopravvivere prima della fucilata delle elezioni politiche del 2023, già ampiamente prevista dai poteri massonici, dovrà diventare sempre piu’ succube delle politiche anti immigrazioniste e anti sovraniste del PD, rinnegando i provvedimenti adottati dal Governo giallo-verde, in una corsa verso il baratro della fine e dell’incoerenza, che vedrà scomparire un partito sorto per essere il piu’ grande bluff della Storia Repubblicana, unicamente per fermare l’ascesa della destra al potere. 6) Una riflessione va operata anche sui Fratelli d’Italia e su Forza Italia. Mentre il partito della Meloni ha comunque ottenuto un maggior numero di consensi rispetto alle elezioni europee, Forza Italia è avviato tristemente sulla via del tramonto, pronto a fare eventualmente da stampella al futuro Governo Draghi. Giorgia Meloni puo’ vantare l’importante affermazione di Acquaroli nelle Marche, mentre non si puo’ certamente rallegrare sulla sconfitta di Fitto in Puglia, voluto fortemente da lei contro lo stesso parere di Salvini. Una battuta d’arresto che non intacca tuttavia l’ascesa generale di consensi del suo partito soprattutto al Sud, seppure a discapito della Lega e non del PD. 7) Infine un’analisi finale va fatta sul si al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari che, per un risparmio econimico irrisorio, ha difatti operato una vera e propria eliminazione della partecipazione democratica del popolo alle vicende politiche, con una minore rappresentatività parlamentare, che difatti da vita ad un’OLIGARCHIA PARLAMENTARE. Tutto cio’ si è verificato senza alcuna opposizione, con il fronte del NO ridotto a pochissimi esponenti politici, con tutti i maggiori partiti orientati al SI, per una riforma voluta da Licio Gelli. Cosa ci si augura per il bene di questo sventurato Paese? La nascita di uomini e donne veri, che agiscano per il BENE COMUNE, con coraggio, determinazione e FEDE, discostandosi da questa unione pericolosa e satanica formata dal Governo e dalla Chiesa di Bergoglio, che ci vuole privare del dono piu’ grande di Dio, LA LIBERTA’. BISOGNA RESTARE UOMINI E DONNE LIBERI RADICATI NELLA VERITA’, A QUALSIASI COSTO. CON STIMA GIANLUCA MARTONE

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