Emergenza coronavirus: al via la fase due Fiordellisi (Cgil): «Massima attenzione a sanità e trasporto pubblico». E sulla palazzina Alpi: «Inaccettabili ritardi»

adsense – Responsive Pre Articolo

«Nella fase 2 di gestione dell’emergenza, c’è bisogno di ulteriore attenzione, oltre alle aziende manifatturiere, al sistema sanitario e di una necessaria riorganizzazione del Trasporto pubblico locale», così il segretario generale della Cgil di Avellino, Franco Fiordellisi, che bacchetta il manager dell’Azienda ospedaliera «Moscati» sulla palazzina Alpi.
«Sono inaccettabili – dice Fiordellisi – i ritardi che continuiamo a registrare nell’apertura della palazzina Alpi che dovrebbe diventare l’Unità Covid-19. Prevista per lo scorso 10 aprile, poi posticipata a mercoledì, nonostante i proclami dei consiglieri regionali, Francesco Todisco e Maurizio Petracca, la struttura non è stata ancora inaugurata e forse non lo sarà nemmeno per questa settimana. Chiediamo al manager Renato Pizzuti di fare chiarezza e di dire se l’Azienda è davvero pronta, mai per polemica, ma per rispetto dei cittadin i».
Quindi tornando alla «fase 2», Fiordellisi afferma: «Il sistema di Tpl dovrà consentire gli spostamenti di lavoratori, pensionati o cittadini che non hanno mezzi propri di locomozione: il flusso di persone verso le città o luoghi di lavoro deve essere garantito. Inoltre è importante garantire sempre, in tutti i luoghi di lavoro, ma nella filiera dei servizi essenziali è fondamentale, un costante monitoraggio tramite test sierologici, tamponi e messa a disposizione di tutti i Dpi utili nei vari contesti. Infine, sarebbe opportuno avere un coordinamento sistemico presso la Prefettura con Tavoli provinciali composti da sindacati, imprese,  rappresentanti dell’Inail, dell’Ispettorato territoriale del lavoro e dei servizi di prevenzione e sicurezza ambiente di lavoro nelle aziende Asl, questi ultimi in particolare, devono essere potenziati e non ridotti come è stato fatto nell’ultimo piano dell’Asl e della Regione».
«L’utilità dei Tavoli sta nel fatto che una volta definito il piano, l’azienda lo invia alla propria associazione di categoria che lo presenterà al Tavolo per la sicurezza in Prefettura, in questo modo le aziende che avranno approntato un piano aziendale di sicurezza da Covid 19 per la fase 2 potranno gestire la riapertura della produzione nelle condizioni minime sanitarie di sicurezza condivise, mentre quelle che non hanno subito il blocco delle attività potranno implementare le condizioni di sicurezza dei propri dipendenti. Inoltre in questo modo si coprono anche i lavoratori di aziende che “non voglio” il sindacato, Ma si ha una linea univoca e uguale in tutti i luoghi di produzione.».
«I Tavoli, inoltre, avrebbero anche la funzione di verificare il fabbisogno provinciale da parte delle aziende di dispositivi di sicurezza, tutti quelli che saranno definiti utili, a cominciare dalle mascherine, fornendo richieste precise, in termini di forniture, al Tavolo per la sicurezza nazionale Protezione Civile.
In Emilia-Romagna l’assessore al Lavoro Colla ha avviato questo tipo di azione sollecitato dalle parti sociali con risultati che ad oggi sembrano estremamente incoraggianti».
Come Cgil Avellino «riteniamo che con questi accorgimenti si possono garantire sia la sicurezza dei Lavoratori che una articolata ripresa produttiva per le aziende. Riteniamo fondamentale la collaborazione, che oggi è ancor più importante per affrontare e contrastare il contagio, la situazione difficilissima in cui versa il Paese e la Campania deve vedere la condivisione per cui il Governatore De Luca della Campania dovrebbe, con il mondo del lavoro e delle imprese, rilanciare riattualizzato il Piano per il lavoro che era stato definito, con noi ad Iniziare dalla Sanità pubblica».

adsense – Responsive – Post Articolo