Evasione dal carcere di Rebibbia (Roma): due rom in fuga dopo aver scavalcato il muro di cinta. Ecco chi sono

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Due detenuti rom sono evasi dal carcere romano di Rebibbia nella mattinata di mercoledì 3 giugno. A darne notizia è il sindacato di Polizia penitenziaria Sappe.

I due uomini sono fuggiti dopo avere scavalcato il muro di cinta, usando una manichetta dell’acqua, favoriti dal probabile mancato funzionamento del sistema anti-scavalcamento. Favoriti anche dal fatto che non ci sono le sentinelle della Polizia penitenziaria sul muro di cinta.

ROMA – Due detenuti rom sono evasi dal carcere romano di Rebibbia nella mattinata di mercoledì 3 giugno. A darne notizia è il sindacato di Polizia penitenziaria Sappe.

I due uomini sono fuggiti dopo avere scavalcato il muro di cinta, usando una manichetta dell’acqua, favoriti dal probabile mancato funzionamento del sistema anti-scavalcamento. Favoriti anche dal fatto che non ci sono le sentinelle della Polizia penitenziaria sul muro di cinta.

Evasione dal carcere di Rebibbia (Roma): due rom in fuga dopo aver scavalcato il muro di cinta. Ecco chi sono

Evasione dal carcere di Rebibbia (Roma): due rom in fuga dopo aver scavalcato il muro di cinta. Ecco chi sonoI due, un 40enne e un 46enne, si sono calati dal muro di cinta con una corda eludendo la vigilanza. Il primo era in carcere con l’accusa di furto, riciclaggio, lesioni e falso materiale. Il 46enne era invece a Rebibbia per ricettazione, falso materiale, false dichiarazioni a pubblico ufficiale.

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Secondo Donato Capece, segretario del sindacato, si tratta di “un fatto grave, che è conseguenza di una sottovalutazione degli allarmi lanciati dal Sappe negli ultimi giorni”.

“Questa evasione – aggiunge – è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia, che ha 7mila agenti in meno”.

“Non più tardi dello scorso 28 maggio, il Sappe  – prosegue – aveva indirizzato ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria nazionale e del Lazio una dettagliata nota proprio sulle criticità della Casa di reclusione di Rebibbia”.

Nella nota, il Sappe denunciava già la grave carenza di personale che continua ad affliggere la casa di reclusione romana:

“E’ bene ricordare come il Decreto ministeriale 2 ottobre 2017 ha previsto, per la casa di reclusione di Roma, una dotazione organica di 196 agenti.

A fronte di una presenza effettiva complessiva nei diversi ruoli di 150 unità (ovvero 46 poliziotti in meno con una carenza che supera il 25% del previsto).

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