FCA si impegna a non delocalizzare all’estero la maggior parte dei progetti: massima attenzione della Cisal metalmeccanici sulla questione

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Il presente ed il futuro della Fca raccontati in un articolo de “Il fatto Quotidiano” che merita un commento. La testata giornalistica parla di una garanzia statale in dirittura di arrivo: mancherebbe solo il decreto del ministero dell’Economia. Gli accordi con la società pubblica Sace prevederebbero anche 5 miliardi di investimenti in Italia. L’uso dei soldi per pagare la filiera non sarà limitato però ai produttori di componentistica italiani. Per Sace il prestito ad Fca verrebbe utilizzato per stipendi e fornitori di fabbriche italiane.

La notizia su cui la Cisal Metalmeccanici riflette è quella legata all’impegno a non delocalizzare per le versioni esistenti di alcuni modelli. Il segretario provinciale Massimo Picone afferma:

“Tra gli impegni, ci sono 5 miliardi di investimenti in Italia, anche in nuove tecnologie legate all’auto elettrica con 200 milioni per il sito di Melfi dove stando agli annunci verrà spostata anche la produzione della Compass. La nostra attenzione resta puntata anche sul rischio delocalizzazione, con Fca che secondo indiscrezioni si sarebbe impegnata a non spostare all’estero 8 progetti industriali su 10. Discorso che avrebbe valore solo per le versioni attuali e loro aggiornamenti, non per veicoli modificati in maniera rilevante, quindi eventuali nuovi modelli con requisiti tecnici avanzati potranno essere prodotti fuori dall’Italia. Per altri due progetti c’è la garanzia che resteranno in Italia attività e strutture di progettazione. Da parte nostra c’è e ci sarà massima attenzione su questo discorso che ovviamente interessa da vicino anche lo stabilimento di Pratola Serra”.

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